Varie, 15 febbraio 2007
PIRILLI Umberto
PIRILLI Umberto Gioia Tauro (Reggio Calabria) 25 settembre 1940. Politico • «Finora era stato tra gli eurodeputati più silenziosi. Ma in questa sessione di Strasburgo, Umberto Pirilli di An, avvocato e professore di diritto, nato 67 anni fa a Gioia Tauro, leader del suo partito in Calabria, è diventato un protagonista. La massima attenzione se l’è attirata intervenendo a difesa delle attività antiterrorismo della Cia. Per contestare la credibilità delle accuse specifiche contenute nel rapporto del ds Claudio Fava, Pirilli ha gelato tutti affermando il primato del diritto sulla legge con una dichiarazione destinata a rimanere nella memoria: ”La legge è femmina e può essere violentata, il diritto no perché è maschio”. Dopo il primo momento di sconcerto, la protesta è subito montata. Quattro eurodeputate del Pse, le ds Lilli Gruber, Donata Gottardi, Pia Locatelli e Pasqualina Napoletano hanno diramato un comunicato ufficiale con la loro protesta ”indignata”, sottoscritta dall’intera delegazione ds dell’Europarlamento. Per cercare di recuperare la situazione, è dovuto intervenire da Roma il leader di An, Gianfranco Fini: ”Di scemenze se ne dicono tante e questa è una scemenza”. Eppure, le dichiarazioni di Pirilli sul maschio e la femmina appaiono in linea con alcune affermazioni del giorno prima. Sempre per contestare la relazione Fava, l’eurodeputato di An aveva convocato i giornalisti per spiegare i suoi emendamenti, quasi un volume. Soprattutto ha rivelato una verità sul rapimento dell’imam Abu Omar a Milano, davvero clamorosa se risultasse vera. Finora si sapeva che la Procura di Milano ha individuato le responsabilità e chiesto l’arresto di un gruppo di agenti della Cia. Pirilli sostiene, invece, che l’imam in realtà fu salvato dai servizi segreti Usa. ”La Cia ha simulato il rapimento del funzionario egiziano Abu Omar – ha dichiarato Pirilli – per sottrarlo a sicura morte alla quale era stato condannato, essendo stati scoperti i suoi rapporti di collaborazione con la stessa Cia”. Ha aggiunto una sua ”controrelazione” che chiedeva sostanzialmente la soppressione delle parti principali del testo originale. [...]» (I. C., ”Corriere della Sera” 15/2/2007).