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 2007  febbraio 15 Giovedì calendario

BERLINO

Per DaimlerChrysler soffia vento di divorzio. Il matrimonio tedescoamericano dell´auto è in crisi terminale dopo appena nove anni, e la colpa è di Chrysler. Negoziati con General Motors, scrive Manager magazin, sono già in corso per cedere Chrysler al gigante di Detroit. Le perdite della divisione Usa infatti pesano gravemente sui pure ottimi bilanci del gruppo, dovuti essenzialmente al successo del rilancio di Mercedes. Il numero uno del quinto costruttore mondiale dell´auto, Dieter Zetsche, ha dunque annunciato decisioni draconiane: non solo 13 mila posti di lavoro in esubero saranno tagliati entro il 2009, un impianto verrà chiuso, altri ridimensionati. «Nessuna opzione è esclusa». Si pensa a "opzioni di larga portata". E´ probabile cioè che i tedeschi cedano del tutto la controllata americana, o la scorporino integrandola in un´alleanza con un altro produttore. Questa notizia di possibile divorzio ha fatto volare il titolo in Borsa: l´azione DaimlerChrysler si è apprezzata del 4,33% a Wall Street, a 67,24 dollari, e del 2,9% a Francoforte.
I negoziati con GM sono all´inizio, i problemi dei costi previdenziali sono un ostacolo. Il nodo Chrysler è una storia infinita, da cui il grande risanatore Zetsche ha fretta di uscire. I dati della divisione americana sono pesanti, e in contrasto totale col successo del prestigioso marchio di lusso tedesco, il più antico nella storia dell´auto. Il "rosso" operativo di Chrysler ammonta a 1,12 miliardi di dollari. Le vendite sono calate del 5% su scala globale. Cala anche la quota di mercato Chrysler negli Usa.
Per Chrysler abbiamo tentato già molto, ma non è bastato, ha fatto capire Zetsche. Ripensando anche al suo passato personale. Il matrimonio tedescoamericano dell´auto data del 1998. Lo impose, parlando di "nozze celestiali", l´allora numero uno di DaimlerBenz, Juergen Schrempp. La cui lunga e discussa gestione ha creato gravi problemi. Zetsche assunse l´incarico più rischioso: risanare la Chrysler. Tagliò 40 mila esuberi, chiuse impianti, motivò l´azienda. Quel successo lo portò a succedere a Schrempp alla guida dell´intero colosso.
Finita l´èra Schrempp, la gestione Zetsche ha portato a uno spettacolare rilancio di Mercedes, dopo anni infelicitati da gravi problemi di qualità. La casa con la stella a tre punte è tornata vincente. Per questo i dati globali del 2006 di DaimlerChrysler sono positivi. Gli utili dell´intero gruppo sono saliti di un vistoso 14,3% a 3,2 miliardi di euro, il fatturato dell´1,2% a 151,6 miliardi di dollari. Spettacolare la crescita dell´utile operativo nel quarto trimestre 2006, salito molto più delle aspettative. Quasi tutto merito di Mercedes auto e di Mercedes camion.
Chrysler invece arranca. A mali estremi dunque estremi rimedi. Zetsche sembra lavorare su tre ipotesi. Una cessione, a General Motors di Richard Wagoner, o magari a Renault-Nissan. E in entrambi i casi cambierebbero i rapporti di forza mondiali nel comparto auto. Oppure uno scorporo di Chrysler quotandola a Wall Street. O il suo assorbimento in una cooperazione con un partner.
«Cerchiamo la soluzione migliore per Chrysler e per DaimlerChrysler nel suo insieme», ha detto Zetsche. I mercati lo hanno premiato. Dopo il fallimento del matrimonio Bmw-Rover (la casa bavarese, grande rivale di Mercedes, cedette il marchio inglese per uscire da una voragine e così è divenuta numero uno nel segmento premium) va in frantumi un´altra unione internazionale nell´auto a guida tedesca. Moody´s ieri ha confermato per il debito di DaimlerChrysler il suo non esaltante rating Baa1. Ma ha elogiato Zetsche: non escludere alcuna opzione «può ridurre l´impatto di ulteriori sviluppi negativi». La strategia di Zetsche sembra chiara, come fu l´addio di Bmw a Rover: sposare qualità e lusso made in Germany con produzioni di massa è un´illusione perdente.