Hugo Dixon, la Repubblica 15/2/2007, 15 febbraio 2007
Per capire perché i fondi di private equity attirino tanta ostilità basta visitare il sito web del colosso Texas Pacific Group, che vorrebbe comprare J
Per capire perché i fondi di private equity attirino tanta ostilità basta visitare il sito web del colosso Texas Pacific Group, che vorrebbe comprare J. Sainsbury, la seconda catena britannica di supermercati. Poiché il sito contiene solo una succinta descrizione della società, alcuni articoli di giornali e l´indirizzo della sede legale, non meraviglia l´irritazione di dipendenti, clienti, fornitori, deputati laburisti e sindacalisti, che vorrebbero saperne di più sui programmi di TPG e su chi lo controlla; ma è l´intero settore che finora non ha capito l´esigenza di una maggiore trasparenza, tanto più che tra gli investitori aumentano i fondi pensione. Qualcuno se ne sta accorgendo a proprie spese: ad esempio Permira, forse convinto dagli ortaggi con cui una folla di contestatori ha bombardato Damon Buffini, uno dei suoi maggiori azionisti, ha annunciato che d´ora in poi accetterà solo sottoscrittori disposti a rendere pubblici i propri nomi. Gli hedge fund, altrettanto reticenti, dovrebbero imparare la lezione. Eppure rispetto al sito web di Brevan Howard, che sta cercando di raccogliere in Borsa un miliardo di euro, quello di TPG è un modello di trasparenza. Il giro di vite però potrebbe essere vicino: la Germania ha già cercato di convincere i paesi del G7 ad intensificare i controlli sugli hedge fund, mentre Nicholas Sarkozy vuole sottoporli a una nuova tassa. Gli hedge fund farebbero bene a imparare dai fondi di private equity che la spocchia non paga e che conviene farsi degli amici. Simon Nixon