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 2007  febbraio 15 Giovedì calendario

LUCA CALAMAI

«Hanno rubato la Juve alla serie A. Un furto degno della Banda Bassotti. E ora cosa ci ritroviamo? Un campionato senz’ anima. La serie A senza la Juve è come una partita di calcio senza pallone». Ezio Greggio mescola battute e verità. Lui è nato bianconero. E sognava di fare il calciatore. «Ero un fantasista, alla Rivera. Il mio idolo è stato Omar Sivori. Un genio».
La Juve tra i cadetti sembra uno spot di «Scherzi a parte».
«Invece è da agosto che devo sopportare gli sfottò di Pompeo, il mio consulente finanziario. Lui è interista. E gode a prendermi in giro. Se non mi fa guadagnare una montagna di soldi sono deciso a licenziarlo».
Anche Iachetti, suo compagno dibanco a «Striscia», è interista.
«Una volta dissi che l’Inter se avesse partecipato da sola al campionato sarebbe arrivata seconda. Temo che dovrò cambiare idea. Certo, quest’anno Moratti ha messo in campo quattro squadre. Ha titolari, vicetitolari, vice-vice titolari e qualche riserva».
L’Inter ha lo scudetto in pugno.
«Ma che gusto c’è senza la Juve. Quest’anno il campionato in Italia è una vera noia. In casa ho un "termometro" perfetto: i miei figli. Da mesi preferiscono guardare la Premier League. In Inghilterra si gioca un calcio antico, senza trucchi. E non c’è neppure violenza. Da noi, invece non è cambiato niente. Gli arbitri continuano a commettere errori incredibili e le partite sono una rottura di palle infinita. Il pallone in Italia vuol dire: prodotti chimici, accordi sottobanco, arbitri compiacenti. E, purtroppo, anche paura ad andare allo stadio».
Quale è stato il suo giudizio sulla condanna della Juve?
«Una punizione esagerata».
E sul comportamento della Triade?
«Di sicuro non erano simpatici. In certi atteggiamenti avevano uno stile da soviet-supremo. Ma, ammettiamolo, raramente sbagliavano nella scelta dei giocatori».
Segue la Juve in B?
«Quando posso. Mi piace la classe con la quale tutto il mondo Juve sta vivendo questo viaggio all’inferno. E ritorno».
C’è qualcuno che merita il Tapiro d’Oro?
«No. Il Tapiro va a un calcio che non è più sport».
C’è, invece, chi merita un applauso?
«Del Piero è più che mai un mito. L’ho amato per i suoi gol, per la pazienza con cui ha sopportato le strane scelte tecniche di Capello. E, ora, perché non ci ha tradito. Viva i fantasisti. Viva Baggio, Totti, Del Piero».
Del Piero è destinato a restare a vita in bianconero.
«Potrebbe diventare presidente alla Boniperti. Oppure inventarsi allenatore. Basta che non si muova».
Il futuro di Buffon, invece, lo potrebbe decidere la Seredova.
«Ehi, Alena, niente scherzi. Se hai bisogno di qualcuno che ti accompagni in qualche studio televisivo a Milano ci attrezziamo noi. Ti garantisco macchina con autista, anzi, se vuoi lancio subito l’idea di una colletta televisiva. Ma non rompere i marroni. Gigi deve restare. Ne abbiamo bisogno per tornare tra un anno a lottare per lo scudetto».
Serviranno anche nuovi acquisti per tornare competitivi in Italia e in Champions.
«Fossi nei dirigenti bianconeri telefonerei ogni giorno a Cannavaro».
Per dirgli cosa?
«Ma non ti sei ancora stufato di sto’ Real. Fabio torna a divertirti con la Juve. Siamo tutti pronti a perdonarti questo anno di vacanza in Spagna. E se, poi, riusciamo a riportare a casa anche Zambrotta siamo pronti a centrare qualsiasi traguardo».
Cosa ne pensa dei nuovi quadri dirigenziali bianconeri?
«Leggo grande entusiasmo nelle parole di John e Lapo Elkann. Del resto, per la famiglia Agnelli la Juve è un pezzo della loro storia. Sono sicuro che ci saranno investimenti importanti per costruire una squadra sempre più forte».
In questi mesi cosa le è mancato di più della vecchia Juve?
«Tutto. La Juve in serie A è un dibattito continuo. Vi ricordate? Le litiCapello- Del Piero, le follie di Ibrahimovic, le polemiche con gli avversari. Le settimane passate a vedere e rivedere un’immagine alla moviola che dimostrava, magari in maniera vaga, che era stato regalato un mezzo rigore alla squadra bianconera. Ora, invece, tutto è noia. La Juve è riuscita nel miracolo di trasformare il campionato di serie B in un evento. Non c’è niente da fare: la Juve è comunque la regina del calcio italiano».
Quindi non resta che aspettarla di nuovo tra le grandi.
«Insieme alla Juve voglio in serie A anche il Napoli del mio amico Aurelio De Laurentis. Il calcio vive di grandi piazze. Napoli-Juve è passione allo stato puro. Se ci mettiamo anche due numeri 10 veri la festa è completa».