Corriere della Sera 15/2/2007, 15 febbraio 2007
RIO DE JANEIRO
L’ultima foto la ritrae sorridente, occhi da bambina, capelli biondi al vento, a fianco di un cavallo con lo sfondo dell’Atlantico. Bella, alta e magra, come devono essere le ragazzine della Dotto Models, che da Buenos Aires partono alla conquista del mondo. Eliana Ramos invece è morta martedì mattina, a diciotto anni. L’ha trovata stesa per terra in camera da letto la nonna, con la quale viveva a Montevideo, in Uruguay. La sua città, la stessa dove sei mesi fa la sorella Luisel era stramazzata alla fine di una sfilata. Fine del sogno per entrambe, ambulanza, medici, lacrime dei parenti, autopsia.
Il cui risultato spesso inchioda le cause ad una verità tecnica: quando non si mangia da cinque giorni, o si pranza a insalata da mesi, si può anche morire per arresto cardiocircolatorio o ictus.
Infarto per malformazione congenita, disse il referto di Luisel, lo scorso agosto. Patologia cardiaca acuta, dice oggi quello di Eliana. Null’altro di anomalo, conferma il magistrato che si occupa del caso. Per contro i medici accorsi al richiamo della nonna, come hanno riportato ieri i giornali, dopo un vano tentativo di rianimarla, hanno riscontrato «un quadro di alimentazione deficitaria».
Sulle due sponde del Rio de la Plata, il mondo della moda si schiera compatto contro la parola proibita, anoressia. Eliana non era troppo magra, si alimentava correttamente, dicono oggi amiche e colleghe. Da Los Angeles, Pancho Dotto, re delle passerelle di Buenos Aires, respinge le voci, inevitabili. «Era una ragazza molto sana, faceva sport, non è stata mai troppo magra». Ma la coincidenza, se non il destino, spingono ancora una volta i sospetti verso lo stile di vita, o l’approssimazione dei controlli medici in adolescenti che conducono una vita anomala e massacrante. stata la morte di Ana Carolina Reston, lo scorso dicembre nel vicino Brasile, stremata dai suoi 40 chili per 1,74, a far smuovere le agenzie internazionali a fissare soglie minime di peso e taglia. La sorte delle sorelle Ramos, si dice adesso in Uruguay, dovrebbe portare ad estendere le attenzioni allo stato di salute generale.
Quel giorno, il 3 agosto dell’anno passato, Luisel e Eliana erano insieme nell’hotel di Montevideo dove si celebrava la settimana fashion uruguaiana. Per la prima volta insieme. Luisel, 22 anni, era la veterana, aveva cominciato a 16 e lavorato a lungo in Argentina, ma quella era la prima volta nella sua città. Toccò a lei cominciare, chi c’era ricorda un lungo abbraccio tra le sorelle dietro le quinte e via. Tutto bene, apparentemente, fino ai passi finali. Poi, mentre stava entrando in camerino, il collasso. Dissero che non mangiava da cinque giorni, il medico legale trovò nel suo cuore una malformazione.
Eliana aveva impiegatomesi per riprendersi dallo choc della morte della sorella. Pensò di mettersi a fare altro nella vita, ma le insistenze dell’agenzia erano forti: diventerai una star internazionale, le dicevano. Le avevano cambiato il nome in «Elle», più cosmopolita. Le venne messo a disposizione uno psicologo. Racconta ora l’amica e collega Lucia Broca che Eliana era stata sottoposta nei mesi scorsi a tutti gli esami, compresi quelli legati alle conseguenze dello stress.