Il Sole 24 Ore 11/02/2007, pag.4 Fabio Carducci, 11 febbraio 2007
Over 64, «nuova» forza politica. Il Sole 24 Ore 11 febbraio 2007. «Over 64», nuovi anziani, baby boomers, terza età
Over 64, «nuova» forza politica. Il Sole 24 Ore 11 febbraio 2007. «Over 64», nuovi anziani, baby boomers, terza età. La demografia corre più delle parole e non si sa più bene neppure che nome dare a questa forza che avanza, rimodellando i conti pubblici e il lavoro, il marketing e il costume, la famiglia e la società. Ma una cosa è certa: anno dopo anno, il loro peso cresce anche nell’agone politico. Come elettori e destinatari di programmi e decisioni politiche, prima che come esponenti di quella "gerontocrazia" più volte accusata di occupare militarmente tutti i gangli del potere. Un profilo, quello elettorale, molto più dibattuto in Paesi come gli Stati Uniti (si veda l’intervista a fianco) che non da noi, nonostante siamo tra i popoli più anziani del pianeta. Qualche numero: nel 2007 gli "anziani" - ovvero la popolazione di 65 anni e oltre, secondo una convenzione statistica sempre meno corrispondente alla realtà biologica e sociale - taglieranno il traguardo del 20 per cento. Saranno uno su cinque, erano uno su sette appena quindici anni fa. Nel 2050, prevede l’Istat, supereranno la soglia del 30 per cento. Se invece si considerano i rapporti di forza tra le generazioni, includendo nello scenario anche la bassa natalità, oggi ci sono sette "over 64" per ogni cinque italiani tra la prima infanzia e i 14 anni. Il rapporto "uno a uno" n ricordo degli anni ’90. Se infine si considerano gli elettori, l’incidenza arriva quasi al 25%, uno su quattro. In tutto 11 milioni e mezzo di persone, che le indagini sociologiche dipingono sempre più attive anche in politica o nel volontariato. Il 38% dei 65-74enni, secondo l’Istat, (Indagine sulle Famiglie) si informa dei fatti della politica italiana e ascolta dibattiti politici «tutti i giorni». Questo attivismo arriva fino ai seggi elettorali? Qui neutralizzano a vicenda due tendenze: i meno anziani votano più della media, ma i molto anziani rappresentano lo zoccolo duro dell’"astensione fisiologica". Nella loro agenda delle priorità, rileva un sondaggio Ipr Marketing per «Il Sole-24 Ore», gli over 64 collocano ai primi posti, come ntuibile, la sanità, le pensioni, la vivibilità nelle città. Sicurezza e giustizia sono importanti, ma vengono dopo. I partiti italiani rispondono a questa nuova domanda politica più con il vecchio "fiuto" che con il marketing elettorale. L’Unione propone politiche lavorative per &la vecchiaia attiva», per la casa, welfare per «i nuovi bisogni emergenti» dall’evoluzione del «quadro demografico», interventi nell’assistenza e nella sanità per le «fasce deboli», che accomunano giovani e anziani. «C’na consapevolezza crescente - dice Giuliano Santagata - ministro in carica per l’Attuazione del programma - dell’importanza dell’invecchiamento della popolazione. Ma nella stesura del programma non l’abbiamo considerata come un’opportunità di marketing politico, quanto sotto il profilo delle risposte da dare ai problemi. L’invecchiamento n’opportunità, come accade per i 60enni assai più vitali di una volta, al tempo stesso non ci nascondiamo i problemi, in termini di previdenza e di sanità». Il programma della Cdl faceva leva sull’incremento ad 800 euro delle pensioni minime (dopo l’aumento a 551 del precedente governo Berlusconi) e sulle agevolazioni per le persone oltre i 70 anni (eliminazione canone Tv; carta oro per accesso gratuito a viaggi ferroviari, teatri, cinema, stadi, etc...), la campagna contro la microcriminalità. Com’è finita si sa. Ma se a votare fossero stati soltanto gli elettori di 65 anni e oltre, rileva il sondaggio Ipr, il risultato sarebbe stato l’opposto. Quasi il 53% dichiara di aver votato per il centro-destra, quota che arriverebbe al 58% se si votasse oggi (ma qui entra in gioco il "fisiologico" calo di consensi che affligge i governi in carica). Il partito in assoluto più gradito alla parte "matura" dell’elettorato orza Italia. Che in ipotetiche elezioni vietate ai minori di 65 anni avrebbe conquistato il 33% (invece del 23,7%). Mentre l’Ulivo avrebbe perso quasi due punti e mezzo. «Qui ha pesato - ’interpretazione di Santagata - anche la maggiore esposizione degli anziani alla tv: noi non abbiamo strizzato loro l’occhio con carte d’argento». «normale - ribatte Giuseppe Pisanu, ex ministro per l’attuazione del programma Cdl e dell’Interno - che l’elettorato anziano sia moderato e quindi più vicino al centro-destra. Ma Forza Italia - ci tiene a sottolineare - ha beneficiato anche del voto giovanile». Vecchi e giovani. Sullo sfondo della società che invecchia si profila lo scenario del conflitto intergenerazionale. Per evitare il quale, l’economista Luigi Campiglio ha provocatoriamente lanciato la proposta di dare il voto anche ai neonati, delegandolo ai genitori fino alla maggiore età. Ma non sembra che i tempi siano ancora maturi. E poi servirebbe una legge. improbabile con un governo in cui solo due ministri hanno meno di 50 anni e l’età media in Parlamento i 54. Fabio Carducci LE PRIORIT DEGLI OVER 64 52% Problemi legati alla sanità 47% Le pensioni (adeguamento al costo della vita) 35% Migliore vivibilità nelle città 32% Assistenza pubblica agli anziani 27% Maggiore accesso alla cultura (anche internet) 26% Sicurezza 25% Costruzione infrastrutture per anziani (non solo politiche giovanili 22% Maggiore solidarietà sociale 12% Giustizia (Ipr Marketing. Il totale non fa 100 perché la domanda prevedeva risposta multipla)