Il Sole 24 Ore 10 febbraio 2007, pagg.1-17 Laura Di Pillo, 10 febbraio 2007
Diritto d’autore anche per la voce del Pontefice. Il testo è già pronto e dovrebbe essere emanato tra un paio di mesi dal Papa
Diritto d’autore anche per la voce del Pontefice. Il testo è già pronto e dovrebbe essere emanato tra un paio di mesi dal Papa. Una legge sul diritto d’autore (la prima per il Vaticano) tutelerà non solo gli scritti della Santa Sede e l’immagine del Papa ma anche, a sorpresa, la voce del Pontefice. Per utilizzare libri, immagini e registrazioni audio, salvo le eccezioni previste dal testo, sarà necessaria una specifica autorizzazione, senza escludere il possibile pagamento di royalties. Il progetto è nato lo scorso anno per fare ordine e fronteggiare potenziali abusi e speculazioni sull’onda della globalizzazione e della multimedialità. Ci lavorano enti ecclesiali come Governatorato, Pontificia Commissione, Libreria editrice vaticana (Lev), Radio vaticana e Biblioteca vaticana, con il coordinamento generale della Segreteria di Stato. La legge vaticana sul diritto d’autore arriva dopo il decreto emanato il 31 maggio 2005 dall’allora segretario di Stato cardinale Angelo Sodano. Quel provvedimento blindò con severi copyright tutti i testi del Papa e dei suoi predecessori negli ultimi 50 anni, esigendo il pagamento dei diritti d’autore da parte di alcune case editrici che hanno usato brani dei discorsi dei Pontefici. Copyright sulle parole e sulla voce del Papa. Il Vaticano sta lavorando a una legge sul diritto d’autore che dovrebbe essere pronta tra due mesi. La prima per la Santa Sede che con questo provvedimento intende salvaguardare scritti, parole e immagine del Pontefice. Elementi che per essere utilizzati (salvo le eccezioni previste) necessiteranno di autorizzazione con possibile pagamento di royalties. Progetto della Segreteria di Stato, guidata dal cardinale Tarcisio Bertone e avviato lo scorso anno cui lavorano Governatorato, Pontificia Commissione, Libreria editrice Vaticana (Lev), Radio Vaticana e Biblioteca Vaticana. Una "stretta" partita già nel maggio del 2005 con un decreto del cardinale, Segretario di Stato Angelo Sodano. Con quel provvedimento infatti Sodano affidò alla Lev poteri enormi come la tutela (in perpetuo e per il mondo) di tutti i diritti morali d’autore nonché l’esclusiva di utilizzazione economica sugli atti e i documenti attraverso cui il Pontefice esercita il proprio magistero (dai discorsi, alle encicliche, etc). Di fatto significa potere di disposizione dei diritti, possibilità di adire le vie legali e giudiziarie in caso di presunti "abusi". Cosa che puntualmente si è verificata nei mesi scorsi per alcune case editrici come per esempio la Piemme che ha pagato 5mila euro (più 2mila) di spese legali per l’inserimento in appendice nel libro del vaticanista del quotidiano «Il Giornale», Andrea Tornielli, del Testamento di Papa Giovanni Paolo II (già pubblicato su molti quotidiani). Insomma copyright sulla parola del Papa, per ribadire che se c’è il rischio che si lucri su questa è giusto che si paghi. Ma se appare comprensibile la necessità di combattere la pirateria, i possibili abusi, nonché l’urgenza di fare ordine, come conciliare il tutto con la necessità di divulgare le parole e i messaggi cristiani? Interrogativi delicati su cui si misurerà la nuova legge che se applicata in maniera restrittiva potrebbe rivelarsi di fatto un boomerang per l’immagine del Vaticano. Ma veniamo ai punti principali del nuovo testo cui stanno ancora lavorando Ambrogio Piazzoni vice prefetto della Biblioteca apostolica vaticana, Sergio Aumenta della Segreteria di Stato, Monsignor Giovanni Lajolo e Monsignor Giorgio Corbellini, coordinatori dei gruppi di lavoro che fanno capo direttamente alla Segretaria di Stato. Tre i giuristi (tutti italiani) consultati dalla Santa Sede per la stesura finale del testo: il professor Mario Fabiani, il professor Giorgio Assumma e l’avvocato Antonio Vianello. Il testo accetta il principio del recepimento della legge italiana sul diritto d’autore, con importanti novità. La nuova legge infatti, che riconosce diritti esclusivi, si applica ai testi delle leggi e degli atti ufficiali pubblicati dalla Santa Sede e dallo Stato della Città del Vaticano (e questo contrasta con la norma italiana che invece prevede che i testi delle leggi non siano sottoposti a diritto d’autore). Le novità riguardano le foto (anche se solo documentaristiche) relative alla S.Sede, al Papa, ad ambienti riservati del Vaticano. Diritto attribuito per 50 anni alle istituzioni e ai soggetti che hanno la custodia sulle opere d’arte e sui beni. A questo si aggiunge la tutela del diritto all’immagine del Pontefice che interesserà non solo le foto ma anche immagini tv e cinematografiche. Non può essere esposta, riprodotta, diffusa e messa in commercio senza il consenso della Segreteria di Stato. Salvo che questo utilizzo sia giustificato da scopi religiosi, culturali, didattici e scientifici. Salvo che l’utilizzo sia collegato a fatti, avvenimenti e cerimonie pubbliche o che si svolgono in pubblico. Ma la vera novità riguarda la voce del Papa, anch’essa sarà tutelata da copyright. Insomma una vera e propria rivoluzione la cui portata e i cui effetti sono ancora tutti da scoprire e misurare. Soprattutto le ricadute per giornali, tv, radio, case editrici, siti online. E l’allarme non manca. Per ora infatti non sappiamo se sia stato previsto o meno un tariffario. Nè sappiamo ancora se si parlerà di vere e proprie royalties. Di certo, secondo il contenuto delle nuove disposizioni, a decidere sull’utilizzo (gratuito o a pagamento) di tali diritti dovrebbe essere la Segreteria di Stato, regista attenta dell’intera operazione. Laura Di Pillo