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 2007  febbraio 10 Sabato calendario

Banche Usa, il conto è salato. Il Sole 24 Ore 10 febbraio 2007. Se il rialzo dei tassi d’interesse ha appena scalfito a livello mondiale la cosiddetta bolla immobiliare - come dimostra la battaglia miliardaria sul controllo dell’immobiliare Equity Office negli Stati Uniti - diverso è il discorso sul piano dei mutui: il boom dei prestiti bancari degli ultimi 5 anni potrebbe presto diventare un elemento destabilizzante per le grandi banche e soprattutto per gli operatori specializzati nel cosiddetti «sub-prime», cioè gli impieghi alla clientela meno affidabile

Banche Usa, il conto è salato. Il Sole 24 Ore 10 febbraio 2007. Se il rialzo dei tassi d’interesse ha appena scalfito a livello mondiale la cosiddetta bolla immobiliare - come dimostra la battaglia miliardaria sul controllo dell’immobiliare Equity Office negli Stati Uniti - diverso è il discorso sul piano dei mutui: il boom dei prestiti bancari degli ultimi 5 anni potrebbe presto diventare un elemento destabilizzante per le grandi banche e soprattutto per gli operatori specializzati nel cosiddetti «sub-prime», cioè gli impieghi alla clientela meno affidabile. Secondo un recente studio, infatti, un cliente su quattro della categoria &la rischio» - famiglie a basso reddito, emigrati, precari - è già in ritardo di circa 3 mesi sul pagamento delle rate. Non è un caso se persino un colosso come Hsbc è stato costretto a portare a oltre 10 miliardi di dollari le riserve per le insolvenze. E non è un caso se anche in Borsa le banche più esposte sui mutui siano state fortemente penalizzate dagli investitori. La situazione sarebbe stata perfino peggiore se i tassi di mercato a lungo termine non fossero addirittura scesi rispetto al giugno scorso. Sta di fatto che dopo anni di vacche grasse per le banche nella concessione dei prestiti, il costo della «bolla dei mutui» potrebbe diventare salato.