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 2007  febbraio 10 Sabato calendario

De Meo, uomo marketing in stile Bocconi. Il Sole 24 Ore 10 febbraio 2007. Milano. A fine gennaio ha presentato la Bravo a Roma; ai giornalisti, ai concessionari, anche al presidente della Repubblica

De Meo, uomo marketing in stile Bocconi. Il Sole 24 Ore 10 febbraio 2007. Milano. A fine gennaio ha presentato la Bravo a Roma; ai giornalisti, ai concessionari, anche al presidente della Repubblica. Oggi fa il bis con i clienti veri: Luca De Meo sarà al Mirafiori Motor Village a vendere l’ultima nata di casa Fiat (non si sa se con sconti particolari) insieme - con ogni probabilità - all’amministraore delegato del gruppo Sergio Marchionne. Il giovane manager (compirà 40 a giugno) è da poco più di due anni responsabile del marchio Fiat, ed è stato nominato di recente amministratore delegato della Fiat Automobiles spa, la società creata all’interno di Fiat Group Automobiles spa per gestire le attività commerciali relative alla marca Fiat (altre tre sono state messe in piedi rispettivamente per Lancia, Alfa e i Veicoli commerciali). Il personaggio è per molti aspetti diverso da Sergio Marchionne, a partire dal look: se quest’ultimo ha fatto del maglioncino una divisa, De Meo non disdegna il gessato. Scherza spesso con Marchionne sui ritmi di lavoro cui quest’ultimo costringe i collaboratori; se il numero uno del gruppo guarda alla sostanza, il giovane ha quella dose di estroversione che non stupisce in un venditore. Laureato alla Bocconi, De Meo ha alle spalle 15 anni nel marketing in aziende automobilistiche: i primi 5 alla Renault (dove è stato product manager della Clio), poi altri 5 alla Toyota (dove ha collaborato al lancio della Yaris); arriva al Lingotto nel 2002 nel marketing Lancia, di cui diventa responsabile nel giugno 2004; passa poi alla Fiat meno di sei mesi dopo. Poco più di due anni, quelli appena trascorsi, che hanno visto il minimo di vendite nel 2005, la risalita innescata dalla Grande Punto e il recentissimo lancio della Bravo. De Meo, come gli altri brand manager Antonio Baravalle (Alfa Romeo) e Olivier Francois (Lancia), gestisce solo la parte che guarda al mercato; raramente in passato i responsabili dei singoli marchi del gruppo Fiat avevano avuto una simile visibilità: è un effetto della nuova struttura "snella" varata da Marchionne, ma anche della maggiore attenzione allo sviluppo dei marchi stessi. Non a caso, nella presentazione che De Meo ha fatto a novembre agli analisti finanziari, il rafforzamento del brand aveva un ruolo chiave insieme all’allargamento della gamma e della penetrazione geografica (con il rafforzamento della rete di concessionari). La carta vincente? «I trend della società e del mercato ci favoriscono» ha detto agli analisti: l’attenzione al design ma anche la necessità di consumare meno e la tendenza verso le auto più piccole. Tutto questo darà una mano al lancio della Cinquecento, in arrivo a settembre. Ma la sua vera sfida, come uomo di marketing, sarà quella di affermare la credibilità del marchio Fiat nei segmenti medi del mercato. La Bravo è il test più importante; un altro arriverà tra due anni con il crossover (un veicolo a metà strada fra station wagon e monovolume): la prima punta a vendere 120mila unità l’anno, il secondo 80mila. La visibilità che De Meo ha assunto in questi mesi lo ha proiettato tra i candidati alla carica di amministratore delegato di Fiat Auto, occupata da due anni dallo stesso Marchionne. Sarebbe una novità per il Lingotto, dove è di solito un ingegnere a tenere in mano il volante dell’Auto. La decisione, in ogni caso, non sembra imminente: Marchionne aveva assicurato agli analisti che entro quest’anno avrebbe scelto un successore per l’auto, ma negli ultimi tempi ha dato segnali in direzione di tempi più lunghi. Andrea Malan