Libero 13/02/2007, pagg.30-31, 13 febbraio 2007
Ecco la super perizia sui diari del Duce. Libero 13 febbraio 2007. Pubblichiamo la relazione conclusiva della perizia effettuata dallo studio del professor Roberto Travaglini, perito grafico presso il tribunale di Pesaro e presidente dell’Associazione Grafologi Professionisti, realizzata sulle agende attribuite a Benito Mussolini (periodo 1935-1939)
Ecco la super perizia sui diari del Duce. Libero 13 febbraio 2007. Pubblichiamo la relazione conclusiva della perizia effettuata dallo studio del professor Roberto Travaglini, perito grafico presso il tribunale di Pesaro e presidente dell’Associazione Grafologi Professionisti, realizzata sulle agende attribuite a Benito Mussolini (periodo 1935-1939). Sono le carte di cui ha annunciato di essere in possesso Marcello Dell’Utri, senatore forzista e noto bibliofilo. La perizia si basa su un confronto, riprodotto in tabella, tra la grafia apparsa nei diari e quella del capo del fascismo in documenti ufficiali. L’esito non chiude i dubbi, e rilancia la sfida agli storici chiedendo ulteriori controlli. Se ad un tratto gli esperti arrivano a scrivere che, con probabilità, non si tratterebbe di manoscritti di Benito Mussolini, altri indizi sconsigliano dal bollare i documenti come falso storico. Infatti è assodato che i diari sono stati scritti nel periodo del fascismo, e che la scrittura delle agende è unitaria, tale da essere attribuibile - recita la perizia - a «uno stesso soggetto scrivente». Gli esperti notano poi «interessanti somiglianze stilistiche» tra alcuni particolari dei diari e la scrittura "ufficiale" di Mussolini, per quanto, scrivono, «nessuno stile scrittorio» del Duce sia «osservabile interamente nelle diverse strutture stilistiche che connotano» le parole apparse sui Diari. In conclusione, il mistero resta aperto: la perizia avanza anche l’ipotesi - da validare con ulteriori verifiche - che la scrittura sia effettivamente da attribuire «alla mano del Duce», «purché sia stata vergata in un arco di tempo piuttosto ridotto». I confronti svolti tra i presunti diari di Benito Mussolini, datati rispettivamente 1935 (che chiameremo DA) e 1939 (che chiameremo DB), con le scritture certamente autentiche del Duce (che chiameremo AA), vergate in un periodo pressoché coevo (all’incirca tra il 1939 e il 1940) rispetto ai presunti diari, sono stati eseguiti dopo aver considerato e confrontato tra loro approfonditamente le scritture apparenti su detti diari. Dalle analisi e comparazioni della masse grafiche osservabili sui documenti DA, DB e AA è emerso, in sintesi, quanto segue. 1. Le scritture apparenti sul diario del 1935 (DA) sono risultate tra loro molto simili negli aspetti formali, ritmici e pressori, tanto da potere sostenere che, con un’elevata probabilità, possano tutte attribuirsi a uno stesso soggetto scrivente. 2. Si può sostenere inoltre che, con la medesima elevata probabilità, anche le scritture apparenti sul diario del 1939 (DB) possano ricondursi a una stessa mano, per le molte analogie riscontrate a livello grafico-stilistico dei rispettivi tracciati scrittori. 3. A un attento e puntuale confronto tra le strutture grafiche delle scritture riscontrabili in DA e in DB, si può affermare che, sempre con elevata probabilità, anch’esse risultano attribuibili a un medesimo soggetto scrivente. 4. Le caratteristiche stilistiche della scrittura dei presunti diari (DA e DB), che a questo punto chiameremo nel loro complesso DD, presentano le seguenti peculiarità formali, ritmiche e pressorie: - Le forme dei tracciati grafici delle lettere e delle parole risultano particolarmente evolute, personalizzate e molto ben automatizzate dal punto di vista grafomotorio; - Le lettere appaiono ottimamente strutturate e organizzate nella costruzione delle rispettive parole, che trovano nel bianco della pagina una precisa collocazione spaziale (anche se talvolta non sia neppure assente un certo disordine organizzativo): le masse grafiche tendono pertanto a disporsi nel corso delle diverse pagine dei diari (DD) in corrette posizioni spaziali, confermando un buon coordinamento spaziotemporale del posizionamento dei tracciati grafici (alto-basso, destra-sinistra, prima-dopo), senza però per questo limitare in alcun modo la spontaneità grafica, che risulta effettivamente molto elevata; - In effetti, i ritmi grafici sono molto rapidi e disinvolti, in parte addirittura agitati, dando alla cura gestuale dei tratti e dei tracciati un’espressione di forte immediatezza e naturalezza; - La pressione grafica (ossia il livello e la modalità di premitura dell’attrezzo grafico sul supporto cartaceo) appare piuttosto decisa, anche se non troppo omogenea, comunque maggiore nei tratti e risvolti grafici orizzontali; - I segni grafici rilevabili sono molto caratteristici dell’epoca, potendosi attribuire alla scrittura analizzata un’impronta gestuale assolutamente imparentabile con i grafismi scrittori tipici dell’Italia fascista; sappiamo infatti, da recenti studi grafologici, che le scritture risentono profondamente del mutamento dei tempi storici per il contemporaneo mutare della struttura socio-antropologica (culturale) di un dato contesto umano collettivo, di cui il singolo scrivente risente necessariamente le spinte e le pressioni, nonostante la scrittura nazionale (quella insegnata a scuola e detta "calligrafia") tenda a rimanere la medesima; - Sulla base di questo assunto, in sé piuttosto evidente, si può affermare che la scrittura DD presenta le seguenti caratteristiche segniche e stilistiche (che qui sono individuate e categorizzate servendosi del quadro metodologico della grafologia fondata da Girolamo Moretti, ad oggi il metodo più diffuso in Italia): nella scrittura in questione è osservabile una forte angolosità delle lettere, dinamizzata da moti grafici progressivi (proiettati in avanti, cioè verso la destra del foglio), profondamente incisivi e penetranti; dall’acutizzarsi delle lettere discende non solo un esagerato aumento del grado degli angoli nelle parti apicali delle lettere (in alto e in basso) e l’insediarsi del segno Acuta (che è una esagerazione degli angoli), ma anche il verticalizzarsi delle lettere "o", "a" e derivate (corrispondente all’allungamento in senso verticale degli occhielli della zona media della scrittura). I tracciati grafici osservati sembrano rapiti energicamente dalla destra del foglio, proiettandosi vigorosamente in avanti, nonostante i tanti accenti angolosi e regressivi (di ritorno a sinistra), che propongono caratteristiche grafico-espressive dai tratti relativamente austeri e solenni. Vi si riscontrano tutte le caratteristiche scrittorie/socioantropologiche dell’epoca fascista: angolosità, verticalità e una certa incisività grafica. Nessun intento falsificatorio 5. Per quanto finora affermato, si può sostenere che i tracciati grafici di DD non siano il risultato di sforzi imitativi o dissimulatori: in altri termini, la scrittura, risultando vergata spontaneamente, è l’espressione "propria" della persona che ha prodotto le scritture in questione e non la conseguenza intenzionale di un’azione falsificatoria. Oltretutto sarebbe affatto improbabile, anche per il più abile falsario, riuscire a mantenere uno stesso stile scrittorio, in modo così omogeneo, per così tante pagine (che sono molte decine, alcune delle quali riempite interamente dall’inizio alla fine). 6. Le scritture autentiche di Mussolini (AA) presentano due sostanziali caratteristiche di fondo: a) sono molto disomogee tra un documento e l’altro (= disomogeneità interdocumentale), ma b) presentano una notevole omogeneità all’interno di ognuno di essi (=omogeneità intradocumentale). osservabile una considerevole variabilità dell’espressione scrittoria del Duce per la diversità stilistica emergente nei suoi scritti, non solo in quelli vergati nel corso dei diversi anni considerati, ma anche negli scritti vergati nel corso di uno stesso anno. Se, per esempio, proviamo a soffermarci su alcuni campioni di scrittura AA, tutti vergati nel medesimo anno, attraverso una rapida comparazione ictu oculi possiamo rilevare la chiara presenza di forme di scrittura molto diverse tra loro, prodotte su distinti documenti che, a un primo esame, potrebbero imputarsi a soggetti diversi. Mussolini produceva differenti scritture, ma va annotato che nello stesso documento egli tendeva a rimanere fedele a quello stesso stile, che probabilmente era modificato (in uno scritto o in un altro) a seconda del destinatario cui il documento era rivolto; va pure detto che non vi è stata alcuna significativa modificazione nella scrittura del Duce nelle AA osservate: le modificazioni sono, diciamo così, in itinere e non di tipo evolutivo (da un periodo storico a uno successivo); la disomogeneità interdocumentale (e non anche intradocumentale) appare una tendenza davvero spiccata nella sua produzione scrittoria, che era vasta per il noto tic grafomane. Da uno stile minuto, intellettuale, vibratile l’uomo Mussolini si trasforma nel condottiero irriducibile, militarista, battagliero, fiero di sé e della sua solennità, incrollabile e coraggioso, in un eroe per sé e la nazione, per cambiare ancora indossando i panni di un abile e fine organizzatore ovvero di un distinto e "intelligente" diplomatico o ancora di un soggetto depresso sconfortato da dubbi. Per ognuna di queste espressioni caratteriali, la sua scrittura muta aspetto. 7. Nel confronto tra i diari ana- lizzati e le autentiche di Mussolini si evincono le seguenti considerazioni tecnico-comparative: - Nessuno stile scrittorio riscontrabile in DD è anche osservabile interamente nelle diverse strutture stilistiche che connotano la descritta disomogeneità delle AA; - Esistono comunque interessanti somiglianze stilistiche tra particolari delle DD e altrettanti particolari gestuali delle AA (cfr. esempi sottostanti); - A una concreta quantificazione stilistico-probabilistica, avvalendosi del solo strumento grafico-tecnico, non si può che affermare che le differenze, in termini sia di qualità che di quantità, sono senz’altro maggiori rispetto alle analogie stilistiche, soprattutto se si considerano i diversi stili, ognuno valutato nella sua propria distinta globalità; - Bisogna pertanto concludere che, con una probabilità superiore alla media, le scritture dei diari considerati (DD) non possono attribuirsi alla mano di chi ha prodotto le scritture comparative (AA), non esistendo componenti tecniche che consentano, sul piano oggettivo, di affermare altrimenti.Le conclusioni e tre ipotesi 8. Si potrebbe, però, azzardare un’interpretazione estensiva di natura psico-grafologica, formulando un’ipotesi plurale, sulla ba se dei dati osservazionali disponibili; tali ipotesi, però, potrebbero/dovrebbero essere validate, in un secondo momento, da un’indagine di maggiore estensione conoscitiva, mediante l’intervento di altri esperti: - Prima ipotesi: le scritture dei diari osservati potrebbero attribuirsi alla mano del Duce, con buona probabilità, purché siano stati vergati in un arco di tempo piuttosto ridotto, a causa della esagerata omologia stilistica tra i diversi scritti (che non potrebbero pertanto riferirsi a un arco temporale di addirittura cinque anni, ma neppure di qualche mese); - Seconda ipotesi (cumulabile alla prima): i diari potrebbero essere stati prodotti da Mussolini in un periodo posteriore a quello delle date effettive; in effetti, l’analisi dell’inchiostro e della carta dei diari inquisiti ammette la compatibilità con gli inchiostri e le carte dell’epoca, benché la datazione non possa ritenersi certa; - Terza ipotesi (cumulabile alla precedenti): da un punto di vista propriamente psico-grafologico, la scrittura apparente sui diari potrebbe essere un’"altra" manifestazione grafica di Benito Mussolini, perfettamente e logicamente rientrante tra quelle invece più note: lo stile scrittorio riscontrato rientrerebbe, in altri termini, in un range di variabilità graficoespressiva piuttosto ampio, anche se questa specifica espressione scrittoria dovrebbe dirsi riservata a un ambito privato: si tratterebbe di diari intimi, segreti, di una sorta di narrazione quasi postuma di un lato nascosto di sé o di una realtà storica altra e alternativa a quella propriamente attuale e, soprattutto, pubblica. 9. In ultima analisi, in ordine a queste ipotesi - in sé verosimili per la notevole complessità della personalità di Mussolini, così come emerge, sul piano psicografologico, dalle sue scritture autentiche -, bisognerebbe constatarne la fondatezza mediante un supporto indagatorio di tipo al contempo storico e psicologico: da una parte, uno storico, esperto biografo della vita di Mussolini e dell’epoca fascista, dovrebbe verificare quanto le affermazioni dei diari possano trovare un riscontro oggettivo nei reali fatti storici conosciuti e documentati, e/o se per caso non possano dirsi un tentativo a posteriori di ricostruire o "rivedere" certi fatti specifici accaduti nei giorni e negli anni riconducibili alle effettive pagine dei diari; d’altra parte, uno psicologo, ugualmente profondo conoscitore della vita di Mussolini, ponendosi più che altro dal punto di vista delle sue ultime vicissitudini psicodinamiche, dovrebbe verificare se il Duce non nascondesse un lato umano, riservati ai luoghi intimi, molto diverso, perché più duttile, maggiormente sensibile, meno riflessivo e meno assertivo, di quanto non fosse il suo lato "pubblico". Se fosse fondata l’ipotesi della posteriorità della datazione delle scritture dei diari, alcune diversità psico-grafologiche si potrebbero imputare a sopravvenute diversità "energetiche" del soggetto scrivente (l’energia generale appare più provata; l’agitazione generale è maggiore etc.: qualcosa di sostanziale nella vita di Mussolini sarebbe mutata). Le indagini necessarie dopo la perizia 10. Infine, per convalidare ulteriormente l’ipotesi che si tratti di una scrittura prodotta a posteriori, sarebbe necessario procurarsi e confrontare, con un’analisi integrativa a questa indagine graficotecnica, le scritture dei diari con altre scritture di Mussolini di epoca successiva a quelle che sono state utilizzate per questa relazione peritale (pertanto il confronto dovrebbe avvenire con scritture certamente di suo pugno vergate nel periodo tra il 1940 e il 1945). 11. Sarebbe ancora più interessante effettuare il confronto grafico-tecnico con scritture "private" di Mussolini che abbiano il carattere, per l’appunto, di un diario, materiale di cui però allo stato attuale non si è in possesso (e non si è a conoscenza). 12. Bisogna pure aggiungere che se fossero disconfermate queste ultime ipotesi di carattere estensivo, non si potrebbe neppure escludere che a vergare i due diari possa essere stato un soggetto che, caratterialmente, per molti aspetti fosse simile a Mussolini, molto vicino a lui per cultura, formazione ideologica, stato sociale e spinte psicobiologiche, al punto da averne emulato molti suoi aspetti vitali ed essersi identificato per gran parte in lui; va sottolineato e ribadito il fatto che il tipo di scrittura dei diari, che abbiamo detto essere un prodotto scrittorio spontaneo (pertanto autentico e non l’effetto di una atto falsificatorio), presenta tutte le caratteristiche delle scritture di epoca fascista (i tracciati hanno, in effetti, poco a che fare con quelli, italiani, riscontrabili in contesti storico-culturali di epoca postbellica), nonché molti elementi stilistici senz’altro attinenti ed evocanti le proprietà stilistiche tipiche delle "scritture" di Benito Mussolini. a cura di Roberto Travaglini Perito e presidente dell’Associazione Grafologi Professionisti LA VICENDA LA NOTIZIA Marcello Dell’Utri, nella tarda serata di sabato, ha annunciato di essere in possesso dei diari privati di Benito Mussolini. La notizia è stata data durante un tour in Friuli Venezia Giulia del senatore di Forza Italia, impegnato nella presentazione dei "Circoli" LA STORIA I diari del Duce sarebbero stati scritti fra il 1935 e il 1939, su alcune agende della Croce rossa. Dopo un lungo periodo in cui se n’erano perse le tracce, i diari sono stati mostrati un anno fa a Marcello Dell’Utri, noto bibliofilo, da un libraio antiquario. Attualmente sarebbero conservati presso un notaio di Bellinzona. LA PERIZIA Sugli scritti è stata eseguita una perizia calligrafica, che Libero pubblica oggi, per verificarne l’autenticità. Dalle valutazioni degli esperti, tuttavia, non è emersa una indicazione chiara. Gli stessi periti auspicano un supplemento di indagine. L’editore Mondadori sarebbe interessato alla pubblicazione.