Fulvia Caprara, La Stampa 13/2/2007, 13 febbraio 2007
Arrivano gli italiani e la Berlinale si anima di polemiche, critiche, voci, smentite, grandi annunci
Arrivano gli italiani e la Berlinale si anima di polemiche, critiche, voci, smentite, grandi annunci. Ieri il ministro Rutelli, appena sbarcato al FilmFest, ha dichiarato che l’obiettivo è «rafforzare il ruolo dell’Italia nel cinema mondiale». Oggi l’attenzione si sposta soprattutto su tre personaggi, i fratelli Taviani che, con la loro Masseria delle allodole sul massacro degli armeni nel 1915, potrebbero scatenare le proteste dell’ampia comunità turca residente a Berlino, e poi Nanni Moretti, alla prima uscita internazionale in veste di direttore del Torino Film Festival. Ma non è tutto, mentre Saverio Costanzo, dopo i lunghi applausi che hanno accolto l’anteprima di In memoria di me, deve incassare le stroncature della stampa tedesca e l’accoglienza perplessa di Variety, Giuliano Montaldo annuncia l’avvio delle riprese torinesi di San Pietroburgo. Intanto, nella sezione Panorama, Marco Simon Puccioni presenta il suo Riparo-Anis, sui problemi di un giovane magrebino nel Nord-Est. Insomma, non si può dire che la presenza italiana passi sotto silenzio. Der Spiegel sull’opera di Costanzo è categorico: «E’ sempre italiano il peggior film in concorso». La Berliner Zeitung apre con un «Dio mio, Dio mio!»: «Con queste parole si è detto tutto sul film italiano in concorso, così noioso che parecchi critici ne hanno approfittato per una pennichella».