"Breve storia di (quasi) tutto", Bill Bryson, Guanda, 2006, 12 febbraio 2007
Breve storia di (quasi) tutto. Supernova. Fenomeno che si verifica quando una stella gigante, molto più grande del Sole, prima collassa e poi esplode, liberando in un istante l’energia di un centinaio di miliardi di soli
Breve storia di (quasi) tutto. Supernova. Fenomeno che si verifica quando una stella gigante, molto più grande del Sole, prima collassa e poi esplode, liberando in un istante l’energia di un centinaio di miliardi di soli. Per esplodere come una supernova una stella dovrebbe avere una massa dalle dieci alle venti volte più grande di quella del nostro Sole. Se si verificasse a dieci anni luce da noi, le radiazioni spazzerebbero la magnetosfera, cioè la zona magnetica intorno alla Terra che ci protegge dai raggi ultravioletti e da altre aggressioni cosmiche. Ma John Thorstensen, astrologo del Dartmouth College rassicura che la stella più vicina a noi con le caratteristiche per diventare una supernova, è Betelgeuse, distante cinquantamila anni luce. Edmond Halley. Astronomo inglese che nel 1682 osservò una cometa e scoprì che era la stessa vista da altri nel 1456, nel 1531 e nel 1607 (infatti divenne la ”cometa di Halley”, ma solo nel 1758, sedici anni dopo la sua morte). Meno noto per aver stimolato Isaac Newton a formulare la legge di gravitazione universale. Era a cena con due amici a Londra, quando la conversazione cadde sul moto dei corpi celesti, in particolare sull’orbita a forma di ellisse percorsa dai pianeti e Sir Christopher Wren mise in palio 40 scellini a favore di chi avesse scoperto la legge che regolava queste orbite. Fu così che Halley nel 1684 fece visita a Newton a Cambridge. Principia. Quando Halley pose la questione a Newton, questi rispose immediatamente che aveva già fatto i calcoli da cui ricavare che la curva descritta dai pianeti era un’ellisse, ma cercando tra le sue carte, non li trovava più. Rimettendosi al lavoro per altri due anni, finalmente scrisse il suo capolavoro, i Principi matematici della filosofia naturale, più noto come i Principia. Ma quando si trattò di pubblicarlo, la Royal Society, che a suo tempo aveva promesso a Halley di finanziarlo, si rifiutò, perché l’anno prima aveva sostenuto le spese di pubblicazione di un libro che si era rivelato un fiasco, De Historia Piscium. Halley, che non era ricco, si sobbarcò le spese. Subito dopo ricevette la notizia dalla Royal Society, per la quale lavorava, che non avrebbe più ricevuto il salario annuo di 50 sterline, ma che in compenso sarebbe stato pagato con copie invendute del De Historia Piscium. Henry Cavendish. Scienziato londinese del diciottesimo secolo, così schivo che le sue carte furono pubblicate solo verso la fine dell’Ottocento, da James Clerk Maxwell, quando ormai i meriti delle sue scoperte erano stati quasi tutti attribuiti ad altri. Nobile e ricco, aveva trasformato la sua casa di Clapham in un grande laboratorio facendo esperimenti di conduttività elettrica in anticipo di un secolo sui tempi. Si sottoponeva perfino a scariche elettriche di intensità crescente, annotando con diligenza l’aumento del livello di sofferenza fino a che non riusciva più a tenere salda in mano la penna d’oca e, a volte, fino alla perdita della coscienza. Curie. Gli appunti di laboratorio di Marie Curie, radioattivi, sono conservati in scatole piombate, e per consultarli bisogna indossare abiti protettivi. Radioattività. In origine si pensava che la radioattività, associata all’energia, avesse effetti benefici. Per anni i fabbricanti di dentifrici e lassativi misero torio radioattivo nei loro prodotti, e fino alla fine degli anni Venti il Glen Spring Hotel, nella regione dei Finger Lakes di New York, reclamizzò gli effetti terapeutici delle sue fonti minerali radioattive. La presenza di materiali radioattivi fu bandita dai prodotti di consumo soltanto nel 1938. Versioni. "Il fisico Leo Szilard un giorno rivelò all’amico Hans Bethe l’intenzione di tenere un diario: ”Voglio solo tenere un registro dei fatti per poter informare Dio”. ”Non credi che Dio lo sappia già, come sono andati i fatti?” gli chiese Bethe. ”Certo che lo sa” disse Szilard. ”però non conosce ancora la mia versione" (Hans Christian Von Baeyer, Taming the Atom).