"La leggenda del buon cibo italiano", Paolo C. Conti, , Fazi Editore, 2006, 12 febbraio 2007
La leggenda del buon cibo italiano. Additivi alimentari. Sostanze naturali e sintetiche usate nell’industria alimentare (il 99 per cento per finalità estetiche o cosmetiche, l’uno per cento per conservare i cibi)
La leggenda del buon cibo italiano. Additivi alimentari. Sostanze naturali e sintetiche usate nell’industria alimentare (il 99 per cento per finalità estetiche o cosmetiche, l’uno per cento per conservare i cibi). L’Unione Europea ne ammette circa trecento, con obbligo di indicazione sull’etichetta del prodotto. Con alcune eccezioni: frutta e verdura fresca e non sbucciata, certe varietà di aceto fermentato, bevande con grado alcolico superiore all’1,2 per cento. Non è obbligatorio indicare nemmeno gli additivi usati per modificare ingredienti che servono per preparare alimenti più complessi (per esempio l’uvetta, trattata con solfiti, che si trova nei cereali per la colazione). Wurstel. A differenza dei wurstel tedeschi, fatti con carne di maiale, quelli italiani sono fatti con pelle di maiale e acqua. La cotica arriva congelata dalla Germania, si unisce all’acqua (circa il 40 per cento) e si frulla. Durante la preparazione sono usati additivi per addensare (come amidi, caseina, e estratti di alghe), coloranti, antiossidanti (per evitare che la pelle del maiale diventi nera durante la cottura, e aromi (per conferire il gusto di wurstel). Aromi. Additivi usati per dare gusto e odore agli alimenti. La legge li divide in tre categorie: naturali (estratti da fonti esistenti in natura, come la molecola estratta da una fragola per dare il gusto di fragola); artificiali (composti chimici che non si trovano in natura); naturali identici (molecole create in laboratorio, con composizione perfettamente uguale a quella di una molecola presente in natura). La dicitura ”al gusto di” su un prodotto, indica l’uso di aromi. La legge impone l’indicazione sull’etichetta ”aromi naturali”, ma si limita a imporre la dicitura ”aromi”, nel caso di aromi artificiali e naturali identici. Ricette. I prodotti si differenziano soprattutto per gli aromi. Per esempio la Nutella: "La crema della Ferrero non è molto diversa da quella dei suoi concorrenti, a eccezione della composizione di aromi: una ricetta segreta custodita almeno tanto gelosamente quanto quella della Coca-Cola" (Roberto Tirelli, responsabile tecnico dell’Italiana Aromi di Carate Brianza). Vaniglia. "Nel campo degli aromi alimentari il divorzio tra terra e produzione è molto vicino. Una società di biotecnologia californiana sta brevettando un processo per produrre vaniglia in impianti industriali con tessuto di coltura senza terra. Questa vaniglia biotecnologica dovrebbe essere disponibile a novantamila lire al chilo, contro i quattro milioni al chilo della vaniglia ottenuta dalle piante" (Jeremy Rifkin, economista americano, nel 1998). Oggi si producono quaranta tonnellate all’anno di vaniglia e dodicimila tonnellate all’anno di vanillina (alternativa sintetica alla vaniglia naturale, fatta, tra l’altro, con gli scarti solforici dell’industria della carta). Pesticidi. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1996 più di tre milioni di persone in tutto il mondo sono state intossicate da pesticidi, di cui 220 mila sono morte. In alcuni paesi asiatici, come Sri Lanka, Malesia, Thailandia, i pesticidi sono il principale mezzo di suicidio, specialmente tra adolescenti. Nel 2004 il Wwf ha sottoposto diciotto personaggi famosi (giornalisti, attori, presentatori televisivi) a una serie di analisi del sangue, rilevando in tutti tracce di pesticidi clorulati. Mercurio. Quando viene a contatto con l’acqua di mare, si trasforma in metilmercurio, pericoloso agente tossico: "Il metilmercurio è presente nel pesce che mangiamo. Questa sostanza entra nei nostri piatti accumulandosi nella catena alimentare, dall’acqua ai microrganismi marini, fino al pesce. Le donne in gravidanza dovrebbero limitarne il consumo, evitando soprattutto squalo, pesce spada e tonno" (da un documento pubblicato nel 2004 dal National Research Center for Women and Families, NRC). Enichem. A Priolo Gargallo, Siracusa, nel 2003, diciotto manager della Enichem sono stati arrestati con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo smaltimento di rifiuti pericolosi contenenti mercurio. "A Priolo, Augusta e Melilli la percentuale di decessi per tumore è del 33 per cento e il tasso di bambini che nascono malformati ha raggiunto il 6 per cento superando la soglia di allarme, che è stata fissata all’1,5 per cento" (dati dell’OMS riportati da Massimo Giennetti, sul sito di Legambiente Verbano). Private labeling. Fenomeno per cui i grandi distributori vendono prodotti col proprio marchio, commissionandolo ad altre aziende, con un margine maggiore del 10-15 per cento. In Italia rappresenta il 10-20 per cento del fatturato complessivo dei supermercati (in Francia e Germania il 25-26 per cento, in Gran Bretagna il 42 per cento).