giornali, 12 febbraio 2007
Adamo Cipollone di anni 47. Originario di San Benedetto del Tronto con qualche precedente penale, assieme alla madre gestiva un chiosco di fiori davanti al cimitero di Monteprandone
Adamo Cipollone di anni 47. Originario di San Benedetto del Tronto con qualche precedente penale, assieme alla madre gestiva un chiosco di fiori davanti al cimitero di Monteprandone. Da tempo era in lite, per vecchie beghe di famiglia, col nipote Fabrizio D’Intino di 29 anni, pregiudicato pure lui, fabbro a Centobuchi Monteprandone. Costui sabato sera prese di nascosto il fucile Bredà calibro 12 del padre, sparò un colpo in garage per accertarsi che funzionava bene, montò sul suo fuoristrada Toyota bianco, raggiunse la casa dello zio e suonò il clacson. Quello s’affacciò dal balcone, i due presero a insultarsi, D’Intino sparò tre colpi raggiungendolo alla testa e al torace. Subito dopo si fermò in un bar sulla statale Salaria e disse di volersi fare «una bella bevuta che tra pochi minuti finisco in galera» (quando i carabinieri lo trovarono a ubriacarsi dalla gioia, non negò nulla e anzi chiese se lo zio era «morto di sicuro»). Verso le 10 di sera di sabato 10 febbraio in via Chienti a San Benedetto del Tronto.