giornali, 12 febbraio 2007
Clara Bugna, di anni 54, sposata con Bruno Lorandi di 66. Vent’anni fa fece clamore l’omicidio mai risolto del figlioletto Cristian, sparito di casa a dieci anni e ritrovato dopo un giorno nel bosco di monte Maddalena con un fil di ferro strizzato attorno al collo
Clara Bugna, di anni 54, sposata con Bruno Lorandi di 66. Vent’anni fa fece clamore l’omicidio mai risolto del figlioletto Cristian, sparito di casa a dieci anni e ritrovato dopo un giorno nel bosco di monte Maddalena con un fil di ferro strizzato attorno al collo. All’epoca tutti pensarono che l’assassino era il padre, la Bugna difese il marito coi denti, lui finì in galera ma poi fu scarcerato. Da allora la stanzetta di Cristian era rimasta intatta coi suoi giochi e i suoi pupazzetti ma i genitori facendosi coraggio a vicenda era tornati alla vita di sempre: marmista lui, cameriera nella trattoria Scaiola lei. Venerdì pomeriggio la Bugna andò dal parrucchiere, il giorno dopo era il compleanno del marito che avrebbe pure festeggiato l’ultimo giorno di lavoro prima della pensione. Sabato mattina non si presentò in trattoria, i colleghi la chiamarono al telefono, siccome non rispondeva contattarono il marito che insieme ad alcuni amici corse a casa e la trovò in terra con la cintura dell’accappatoio stretta attorno al collo. Il dirimpettaio, sentendo dei tonfi violenti, aprì la porta di casa e si trovò davanti il Lorandi che prendeva a capocciate il muro. Portato al pronto soccorso per un malore, là fu raggiunto da Alberto Scapaticci, l’avvocato che l’aveva difeso nel 1986: «Si è messo a piangere. Ci siamo abbracciati. Mi ha detto poche parole: "Il Signore si e’ dimenticato della mia casà”». Qualche giorno dopo il Lorandi è finito sotto inchiesta per omicidio, Scapaticci è sempre il suo avvocato: «Si tratta di un atto dovuto. Il mio assistito è stata l’ultima persona a lasciare la casa prima che venisse trovato il corpo della moglie». Tra le 7 e 9.30 di mattina di sabato 10 febbraio in un appartamento al terzo piano in via Vespucci 21 a Nuvolera, paesino tra Brescia e la Valsabbia.