Fonti varie, 6 febbraio 2007
Anno IV - Centocinquantaquattresima settimanaDal 29 gennaio al 6 febbraio 2007Ultras Venerdì 3 febbraio, a Catania, in occasione dell’incontro di calcio Catania-Palermo, teppisti della curva Nord hanno cominciato a tirare ogni sorta di oggetti dagli spalti e poi, a partita cominciata, hanno bombardato il campo di lacrimogeni al punto che l’arbitro Farina ha dovuto sospendere la gara per una buona mezz’ora
Anno IV - Centocinquantaquattresima settimana
Dal 29 gennaio al 6 febbraio 2007
Ultras Venerdì 3 febbraio, a Catania, in occasione dell’incontro di calcio Catania-Palermo, teppisti della curva Nord hanno cominciato a tirare ogni sorta di oggetti dagli spalti e poi, a partita cominciata, hanno bombardato il campo di lacrimogeni al punto che l’arbitro Farina ha dovuto sospendere la gara per una buona mezz’ora. La legge gli avrebbe dato il diritto di annullare l’incontro del tutto. Ma hanno prevalso ragioni di prudenza, il timore che rimandando il pubblico a casa vi sarebbero state proteste ancora più violente. Invece a incontro finito (2 a 1 per il Palermo) gli scontri sono continuati fuori dallo stadio e un gruppo di facinorosi ha colpito a calci o forse con una pietra l’ispettore di polizia Filippo Raciti, 38 anni, due figli. Raciti ha continuato a lavorare a bordo del suo Discovery finché una bomba carta non gli è stata tirata tra i piedi, avvolgendolo tra le fiamme. Portato di corsa all’ospedale Garibaldi è morto dopo neanche un’ora.
Campionati sospesi Una settimana prima (27 gennaio) a Liuzzi, provincia di Cosenza, al termine di una partita di terza categoria (l’ultima classe del nostro calcio) due giocatori hanno ammazzato a calci Ermanno Licursi, dirigente di 41 anni che s’era messo in mezzo a far da paciere durante una rissa scoppiata alla fine di Sammartinese-Cancellese: un calcio sotto il mento, sferrato mentre Licursi giaceva a terra, gli ha rotto la carotide. Perciò, dopo i fatti di Catania, due morti in sette giorni. I campionati di tutte le categorie sono stati sospesi a tempo indeterminato ed è possibile che quando riprenderanno si giocherà fino alla fine a porte chiuse, cioè senza più ammettere il pubblico. Mentre scriviamo, è in corso un consiglio dei ministri che dovrebbe decretare provvedimenti legislativi assai restrittivi. Prodi ha promesso finora la massima severità. D’altra parte anche il precedente ministro dell’Interno, Pisanu, aveva emanato provvedimenti molto rigidi, che in parte il Parlamento ha depotenziato (responsabilità massima di questo atteggiamento imbelle, giustificato da improbabili analisi sociologiche, è dei parlamentari Cento dei Verdi, oggi sottosegretario all’Economia, e Buontempo di An) e in parte non sono stati mai applicati. Gli incidenti di Catania sono cominciati, apparentemente, perché i teppisti non volevano far la fila per acquistare i biglietti nominali, così come prevede la legge. E, come sempre, erano anche stati accontentati. Il presidente del Catania, Pulvirenti, ha detto di essere vittima di pressioni di ogni tipo dagli ultras, che vogliono entrare allo stadio gratis, vendere i gadget della squadra, controllare a loro piacimento la zona della curva, dove, a quel che si è capito, conducono i commerci più turpi. Pulvirenti si sarebbe opposto e gli incidenti di Catania-Palermo (che replicano una guerriglia già sperimentata mesi fa in occasione di un match del Catania col Messina) sarebbero una ritorsione di questi ricattatori. La situazione di Catania è peraltro assolutamente identica a quella di tutte (tutte) le altre città italiane, dove gli ultras spadroneggiano e tengono sotto minaccia presidenti di società e calciatori. Scritte inneggianti alla morte di Raciti sono apparse, sabato mattina, un po’ dappertutto (a Livorno, Piacenza, Bologna ecc.). Gli ultras - divisi dalla pretesa fede nella squadra - sono poi uniti da una filosofia anti-stato, che trova nel poliziotto il nemico principale. Essi si riconoscono nella sigla Acab, mutuata dalle quattro parole inglesi "all cops are bastards", cioè "tutti i poliziotti sono bastardi" (refrain di una vecchia canzone dei Four Skins) che hanno posto a firma delle scritte inneggianti all’assassinio. Alcune di queste scritte collegavano la morte di Raciti agli incidenti del G8 a Genova (20 luglio 2001, morte del giovane Carlo Giuliani). Le prime indagini dànno effettivamente la sensazione che Raciti non sia stato colpito per caso: chi lo ha picchiato e poi colpito con la bomba carta voleva uccidere e voleva uccidere proprio lui. Il commissario straordinario della Lega calcio, Luca Pancalli, è stato confermato a tempo indeterminato nell’incarico che gli sarebbe scaduto tra poco.
Veronica La moglie di Berlusconi - l’ex attrice Veronica Lario - esemplare fino ad oggi per stile e riservatezza, ha scritto una lettera a Repubblica, che gliel’ha naturalmente pubblicata in prima pagina, per accusare il marito di cattivo gusto ed esigere da lui pubbliche scuse. Occasione apparente della furia della signora, le battute un po’ galanti e un po’ salaci pronunciate da Berlusconi dopo la cerimonia dei Telegatti, in una cena piena di attricette e durata fino alle quattro del mattino, che ha riempito per due o tre giorni le pagine dei giornali. La storia ha occupato tutte le trasmissioni televisive nostrane (da Otto e mezzo a Matrix a Porta a porta) e 180 siti Internet della stampa mondiale, compresi quelli del Washington Post e del New York Times. Dopo aver dibattuto della faccenda trattandola come se si trattasse di una storia d’amore, i media hanno però capito che in ballo c’erano in realtà i tre figli che Veronica ha con Berlusconi, il più giovane dei quali - Luigi - è entrato nella maggiore età lo scorso settembre. Mentre i due figli di primo letto del capo di Forza Italia godono di una posizione dominante all’interno delle aziende del gruppo (Piersilvio, sia pure sotto l’ala protettrice di Fedele Confalonieri, guida Mediaset, la sorella Marina è il presidente della Mondadori), non si sa bene che destino il padre voglia riservare a Barbara, Eleonora e Luigi, cioè ai tre figli di secondo letto. La madre avrebbe sbattuto i pugni sul tavolo e fatto capire al marito che, se non terrà un atteggiamento equo anche verso il resto della prole, sarà pronta a trasformare una faccenda privata in una specie di scandalo pubblico. Il patrimonio di Berlusconi, secondo quanto ha detto lui stesso nella sua intervista più recente, ammonta a 50 miliardi di euro, cioè a centomila miliardi di lire. L’ex premier ha dovuto passare un paio di giorni chiuso in casa con la moglie (e gli avvocati).
Prodi Al Senato, una mozione presentata dal leghista Calderoli di appoggio al ministro della Difesa Arturo Parisi, è stata approvata e ha creato quindi una - per ora piccola - situazione di precrisi. Calderoli è della Lega e la Lega è all’opposizione. La sua mozione è passata col voto contrario dell’Ulivo e col voto favorevole del centro-destra più qualche senatore della Margherita. Cioè Prodi ha assaggiato a un tratto una maggioranza diversa da quella con cui ha vinto le elezioni. E siccome il sì dei senatori riguardava una questione di politica estera non marginale, cioè l’allargamento della base di Vicenza, il cambio di maggioranza è davvero imbarazzante. Come può Prodi guidare una coalizione divisa sulla politica estera? Oltre tutto, tra poco bisognerà approvare il rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan. Aggiungiamo allo scenario un attacco di Rutelli a Rifondazione («la pazienza ha un limite») e un discorso molto duro del governatore della Banca d’Italia il quale domenica ha detto che il nostro sistema fiscale è iniquo («punisce gli onesti») e che il sistema previdenziale - cioè le pensioni - va rivisto. Ce n’è abbastanza per credere - come crede fermamente l’ala sinistra della maggioranza - che sia cominciata una manovra a largo raggio il cui fine è quello di far cadere Prodi per far riandare al governo lo stesso Prodi ma alla guida di una coalizione diversamente composta (a Rifondazione, Verdi e Pdci potrebbero dare il cambio l’Udc, Follini, la Lega e magari qualche cane sciolto prestato da Forza Italia).