Varie, 11 febbraio 2007
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Cournot Michel
• Parigi (Francia) 1 maggio 1922, Parigi (Francia) 10 febbraio 2007. Critico cinematografico • «Per qualcuno è stato ”soltanto” l’uomo che ha reso celebre la Nouvelle Vague, ma Michel Cournot [...] oltre che critico cinematografico e regista, è stato anche scrittore (una ventina di titoli in tutto). E non senza successo: con il suo romanzo d’esordio (Martinica) vincerà nel 1949 il ”Prix Fénéon” mentre (dopo aver dato alle stampe nel 1958 Il primo spettatore) otterrà nel 1963 il Prix Italia con I bambini della giustizia, frutto dei suoi reportage dedicati ai giovani delinquenti. Più tardi verranno poi l’autobiografico Storia di vivere (1994) e Al cinema (2003), toccante testimonianza della sua travolgente passione per il cinema. E così, nonostante i buoni risultati come ”autore”, Michel Cournot (nato a Parigi, il primo maggio del 1922 da un padre ingegnere e da una madre casalinga) viene ricordato soprattutto come critico cinematograficomilitante. O, meglio ancora, come ”il critico che ha maggiormente contribuito all’affermazione della Nouvelle Vague”: il movimento cinematografico, nato in Francia sul finire degli anni Cinquanta, che avrà i suoi più celebri rappresentanti in Truffaut, Rivette, Chabrol, Rohmer e Godard. Proprio quel Godard che di Cournot è stato grandissimo amico e che lo avrebbe addirittura diretto come attore (nel ruolo di ”un campagnolo”) nel film Week end, un uomo e una donna dal sabato alla domenica (1967). Lo stesso Cournot sarà poi regista: di documentari ma anche, nel 1968, di un film ( Les gauloises blues con Annie Girardot e Bruno Cremer). Dunque, la fama di Michel Cournot si lega in particolar modo agli articoli che firmerà per ”France-Soir”, per ”L’Express”, per ”Nouvel Observateur” (proprio qui inizierà ufficialmente nel 1964 la sua carriera di critico cinematografico grazie all’intercessione di HenryMichaux) fino a quelli per ”Le Monde”. Articoli definiti ”capolavori di onestà culturale, capaci di esprimere con uno stile insolito idee sempre e comunque originali”» (Stefano Bucci, ”Corriere della Sera” 11/2/2007).