Carmine Spadafora, il Giornale 10/2/2007, 10 febbraio 2007
In Campania servono panettieri, ma in pochi sono diposti a fare questo mestiere. Giuseppe Esposito, presidente dell’Aplpn (Associazione provinciale liberi panificatori napoletani) dice: «La nostra categoria ha la possibilità di assumere almeno mille persone, togliere dalla strada mille giovani o mille padri di famiglia
In Campania servono panettieri, ma in pochi sono diposti a fare questo mestiere. Giuseppe Esposito, presidente dell’Aplpn (Associazione provinciale liberi panificatori napoletani) dice: «La nostra categoria ha la possibilità di assumere almeno mille persone, togliere dalla strada mille giovani o mille padri di famiglia. Invece, i nostri operai sono costretti a fare dei turni massacranti, per sopperire alla carenza di mano d’opera». Poi aggiunge che grazie alle nuove tecnologie oggi gli orari di un panettiere non sono più come quelli di un tempo, fatti di turni massacranti e levatacce. Anche lo stipendio non è male: dai millecinquecento ai duemila euro netti al mese. Spiega Esposito: «A Napoli potremmo dare lavoro ad almeno 500 persone, il resto, diviso tra le altre quattro province della Campania».