Il Giornale 11/2/2007, 11 febbraio 2007
«...Ed è lì, intorno all’anno Mille, che hanno incontrato la Regola. Le parole che San Benedetto da Norcia, nell’abbazia di Montecassino, ha dettato ai suoi monaci
«...Ed è lì, intorno all’anno Mille, che hanno incontrato la Regola. Le parole che San Benedetto da Norcia, nell’abbazia di Montecassino, ha dettato ai suoi monaci. Quella che si può riassumere nell’ora et labora, ma che nasconde il segreto su come far funzionare una comunità di uomini. Massimo Folder su questa storia ha scritto L’organizzazione perfetta: la regola di San Benedetto (Guerini e associati). San Benedetto da Norcia tiene a bada le ambizioni: «Se alcuno si leva in superbia vanga corretto uno, due, tre volte. Se non si vorrà emendare sia tolto dall’ufficio e sostituito da un altro che ne sia degno». San Benedetto e la scelta del vice: «Avviene spesso nei monasteri che l’ordinazione dei priori dia origine a gravi scandali, poiché taluni gonfi di uno spirito maligno d’orgoglio, credendosi secondi abati, fomentano gli scandali e provocano scissioni nella comunità». San Benedetto e la gestione dell’azienda: «L’abate usi prudenza nel correggere, perché il troppo guasta e mentre vuole levare la ruggine non rompa il vaso: consideri sempre con diffidenza che anch’egli è fragile e ricordi che la canna incrinata non si deve rompere. Con questo non diciamo che lasci crescere i vizi, anzi li recida con prudenza e carità, nel modo che vedrà più utile per ciascuno e si sforzi di essere più amato che temuto».