Mario Cervi, Il Giornale 11/2/2007, 11 febbraio 2007
«Di questo errore (della politica italiana, ndr) la responsabilità più grave ricade senza dubbio su Bonomi (presidente del Consiglio, ndr) che, il giorno in cui le truppe di Tito entravano a Trieste e ne cacciavano i tedeschi, faceva al Cln giuliano un discorso nazionalistico ripetendo la famosa frase del ”grido di dolore”
«Di questo errore (della politica italiana, ndr) la responsabilità più grave ricade senza dubbio su Bonomi (presidente del Consiglio, ndr) che, il giorno in cui le truppe di Tito entravano a Trieste e ne cacciavano i tedeschi, faceva al Cln giuliano un discorso nazionalistico ripetendo la famosa frase del ”grido di dolore”. Era inammissibile che il nostro presidente del Consiglio parlasse di grido di dolore proprio nel giorno in cui Trieste veniva liberata... La posizione da prendere in quel momento era di salutare le truppe di Tito come liberatrici, il che esse erano in realtà... a questo primo errore ha fatto seguito la scandalosa campagna di odio contro la Jugoslavia nutrita di menzogne e calunnie» (dalla relazione al di Togliatti al V Congresso comunista, 29 dicembre 1945: richiamata a proposito delle foibe).