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 2007  febbraio 11 Domenica calendario

BARI - Lo storico e stimato preside di una scuola media di frontiera, al quartiere San Paolo di Bari, requisisce i telefonini agli undici ragazzini di terza che li avevano portati in classe nonostante regolamenti, circolari e avvisi alle famiglie

BARI - Lo storico e stimato preside di una scuola media di frontiera, al quartiere San Paolo di Bari, requisisce i telefonini agli undici ragazzini di terza che li avevano portati in classe nonostante regolamenti, circolari e avvisi alle famiglie. «Ve li ridarò solo alla fine dell´anno scolastico», dice, stando ai testimoni dalla parte degli adolescenti. E scoppia il finimondo. Una dozzina di genitori, decisi a dare manforte ai loro figli e a riprendersi i portatili, corrono all´istituto e assediano il dirigente scolastico, con la macchina bloccata dalla truppa di adulti inferociti. Un papà chiama la polizia, raccontando del «litigio in corso». L´agente mandato a chiarire l´accaduto chiede i documenti al preside e lui, sentendosi per questo «umiliato davanti a tutti» e «leso nelle prerogative», non glieli dà. Il poliziotto invia un rapporto in procura: il capo della scuola, è il senso della denuncia, riferita dai colleghi, «è perseguibile per il rifiuto a declinare le generalità e forse anche per abuso d´ufficio». L´accusato, a sua volta accusatore, per iscritto chiede a questore, e prefetto e Viminale punizioni esemplari per l´interlocutore in divisa. I sindacalisti di polizia del Silp-Cgil insorgono. L´eventuale strascico penale, che verrà definito dal pm cui domani verrà assegnata la patata bollente, rischia di far perdere di vista il cuore del problema. Come evitare davvero l´uso dei cellulari in aula. E come porsi di fronte a ragazzini e adulti restii ad accettare le regole o lasciati soli nell´affrontare situazioni difficili. Un problema di educazione, rispetto, civiltà, ruoli. L´onorevole Alba Sasso, vicepresidente della commissione Cultura e pubblica istruzione della Camera, riporta l´attenzione sul punto: «Questo episodio deve allarmare tutti: docenti, studenti, istituzioni, forze dell´ordine. la spia di una situazione sempre più ingovernabile. La giusta reazione del preside, che ha sequestrato i cellulari in classe, testimonia di come stia diventando pressoché impossibile svolgere un normale lavoro in aula. E´ urgente definire, per legge, il limite all´utilizzo degli apparecchi. Le circolari non bastano».