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 2007  febbraio 10 Sabato calendario

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

WASHINGTON – Come in vita, così in morte il caos circonda Anna Nicole Smith. Joshua Perper, l’ufficiale medico che ha condotto l’autopsia, non è riuscito a identificare le cause del decesso e ha annunciato che gli ulteriori test tossicologi richiederanno tra 3 e 5 settimane. Un giudice ha ordinato che la salma non sia sepolta fino al 20 febbraio, per consentire l’esame del Dna, importante per la attribuzione di paternità della piccola Dannielynn di 5 mesi, figlia della defunta. Paternità contesa da quattro uomini: Howard Stern, il suo ultimo compagno e manager; il giovane Larry Birckhead, quello precedente; l’anziano principe Frederick von Anhalt, ottavo marito dell’attrice Zsa Zsa Gabor; e, a sorpresa, il miliardario texano Howard Marshall che aveva sposato Anna Nicole Smith a 89 anni. Secondo la sorella della modella, la Smith aveva conservato lo sperma del miliardario e lo avrebbe usato per fecondarsi. In questo caso la piccola Dannielynn potrebbe diventare una pretendente alla intera fortuna lasciata dal texano, oltre 1,6 miliardi di dollari.
Non meno sorprendente è l’ingresso in scena di Frederick von Anhalt, che ha svelato di avere avuto una relazione clandestina di dieci anni con la scomparsa star dalla tv. Anhalt non figurava nell’entourage né tra i corteggiatori di Anna Nicole, e negli ambienti di Hollywood molti considerano ambigue le origini nobiliari da lui vantate, perché avrebbe acquistato il titolo a pagamento. Ma, in un’intervista, il principe ha dichiarato che «potrebbe essere» il padre della bambina e che aveva offerto alla diva di adottarla: «Il sogno di Anne Nicole era che Dannielynn diventasse una principessa e io le avrei permesso di realizzarlo». Anhalt non ha escluso di rivolgersi al Tribunale per ottenere l’affidamento.
Nello scontro tra i candidati-padre potrebbe intervenire la madre della defunta, Virgie Arthur, una poliziotta in pensione, che ieri si è recata alle Bahamas, dove la figlia risiedeva, per consultare gli avvocati: vorrebbe lei la custodia della bambina. La famiglia Marshall, comunque, ha conteso e continua a contendere l’eredità, ma di recente la Corte suprema ha sentenziato a favore della Smith. Il Tribunale potrebbe comunque costituire un «trust» a nome della piccola, con accesso limitato a chiunque fosse incaricato di gestirlo fino alla sua maggiore età. Howard Stern, che era anche il legale della Smith, è l’unico che ha rifiutato interviste. Ma da numerose altre è emerso un ritratto inquietante della diva: ingenua, non molto intelligente, incapace di controllarsi, sfruttata. Soffriva di gravi depressioni e prendeva un incredibile numero di farmaci.