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 2007  febbraio 10 Sabato calendario

I Simpson compiono vent’anni. Un bel traguardo. «Il più importante programma televisivo del XX secolo» (definizione del ”Time”) è apparso la prima volta in tv negli Stati Uniti il 19 aprile 1987 durante il Tracey Ullman Show, in un breve episodio intitolato Good Night, ma solo due anni dopo, il 17 dicembre 1989, è andata in onda la prima serie nel prime time della Fox

I Simpson compiono vent’anni. Un bel traguardo. «Il più importante programma televisivo del XX secolo» (definizione del ”Time”) è apparso la prima volta in tv negli Stati Uniti il 19 aprile 1987 durante il Tracey Ullman Show, in un breve episodio intitolato Good Night, ma solo due anni dopo, il 17 dicembre 1989, è andata in onda la prima serie nel prime time della Fox. Proprio la tv di Rupert Murdoch (che dice di adorarli) è bersaglio di feroci parodie in molti episodi. Una caratteristica fondamentale della serie, infatti, è l’autoreferenzialità, il parlare di sé, del proprio mondo (Bart: «Ehi, Lisa, siamo personaggi di un cartone animato!». Lisa: «Che umiliazione!»). I Simpsons hanno fatto satira su tutto, religione, famiglia, politica, finanza, cinema, scuola, sesso. Offendendo tutti alla fine non si offende nessuno e si piace a tutti: «Certo ci sono certe cose che non puoi fare, per esempio parlare dell’11 settembre, ma sono sorpreso di quante cose puoi dire in televisione», ha detto Matt Groening. L’inventore dei Simpson dev’essere un geniaccio. Matt Groening, figlio di un cartoonist, nato a Portland nell’Oregon il 15 febbraio 1954. Mancino. Dopo la laurea, nel 1977, vuol diventare scrittore e si trasferisce a Los Angeles. Crea il coniglietto Buinkly, che nel 1989 esce sul ”LA Times” e ora su 240 tra riviste e quotidiani. Chiamato nel 1987 dal produttore James L. Brooks, interessato a produrre cartoni animati all’interno di un programma di successo, Groening fa anticamera negli uffici della Fox. Qualcuno per caso lo avverte che i capi aspettano qualcosa di nuovo e originale da lui. Tira fuori la penna e il bloc-notes e in pochi minuti abbozza una famiglia media americana di cinque persone; appena ricevuto mostra gli schizzi; un dirigente chiede: «Ma che mestiere fa il padre?». Preso alla sprovvista, Matt inventa: «Lavora in una centrale nucleare». Risata generale e il progetto va in porto. Eccetto il cognome Simpson, di origine irlandese (etimologia incerta, forse ”il figlio della smorfia” se simp si fa derivare da simper, appunto smorfia), i nomi di battesimo dei personaggi ricalcano quelli della famiglia Groening. Homer e Margaret (Marge) sono i nomi dei genitori di Matt; le zie invece si chiamano Patty, Lisa e Maggie; Bart è l’anagramma di ”brat”, ragazzaccio. Qual è il segreto del loro successo? Secondo Groening, la serie funziona «perché al suo cuore c’è una famiglia che, per quanto nevrotica, è molto unita e i suoi personaggi non invecchiano mai. Non solo, ma il look della serie, con i suoi personaggi gialli, è facilmente e immediatamente identificabile». Inoltre, è un prodotto accuratissimo. Un team di 250 persone, fra animatori e scrittori, realizzano ogni episodio di 30 minuti che richiede nove mesi di lavoro, dal concepimento dell’idea alla registrazione delle voci ai disegni (ancora tutti a mano) fino all’animazione finale prima di andare in onda. Ogni puntata costa più di mezzo milione di dollari. Per quanto riguarda i contenuti, si sprecano citazioni cinematografiche e letterarie e quasi in ogni puntata c’è una celebrità che presta la propria faccia (ridisegnata) e la propria voce. Secondo alcuni simpsonologi, la fortuna della serie è stata decretata in tutto il mondo proprio da quella categoria di persone che normalmente non guarda mai la tv. In ogni caso, è un prodotto pensato a più livelli e chiunque può trovarvi motivi di interesse. E da noi quando sono sbarcati? Andarono in onda per la prima volta martedì primo ottobre 1991, all’interno di Paperissima, per poi passare nel palinsesto pomeridiano di Italia 1, mescolati ai soliti cartoni per ragazzi. Senza dubbio per il successo nostrano hanno giocato un ruolo decisivo i formidabili doppiatori: Tonino Accolla (Homer), Liù Bosisio (Marge), Ilaria Stagni (Bart), Monica Ward (Lisa). Quanto dureranno ancora? Matt Groening sta pensando di concludere la serie nel 2008 realizzando 365 episodi, uno per ogni giorno dell’anno. Ma questa ambizione è già stata superata, in quanto il 26 febbraio 2006 è uscito il 367° episodio. Il 27 luglio 2007, inoltre, uscirà negli Stati Uniti il primo lungometraggio, The Simpsons Movie, dopo che per lungo tempo Groening si era opposto all’idea.