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 2007  febbraio 10 Sabato calendario

LIBONATI Berardino

LIBONATI Berardino Roma 8 marzo 1934, Roma 30 novembre 2010. Avvocato. Giurista. Esperto di diritto societario, nel 2001 scrisse con Piergaetano Marchetti il patto di sindacato di Mediobanca, due anni dopo stese quello di Capitalia. Consulente molto ascoltato da Cesare Geronzi, entrò nel cda di Piazzetta Cuccia e diventò vicepresidente di Unicredit. Nel 1998 fu nominato presidente di Telecom Italia e restò in carica fino alla scalata di Roberto Colaninno. Nel 2007 fu chiamato da Romano Prodi alla guida di Alitalia: fallita la gara per la privatizzazione, il 31 luglio si dimise. Da ultimo presidente di Telecom Italia Media • «Quando venne chiamato dal Tesoro a prendere in mano il Banco di Sicilia fu per un solo motivo: evitarne il commissariamento. Di chiamate così a Berardino Libonati ne sono arrivate tante in questi anni. Spesso da Via XX Settembre, che anche stavolta ha pensato a lui per un’altra missione difficile: pilotare il salvataggio di Alitalia. E Libonati sembra proprio l’uomo giusto. Ha tutte le doti del traghettatore. È un abile mediatore, fine giurista e, soprattutto uomo di garanzia. [...] titolare dello studio legale Libonati-Jaeger e docente di Diritto Commerciale alla Sapienza di Roma [...] ha un curriculum che non teme concorrenti quando si tratta di “atterraggi di emergenza”. In cinquant’anni di carriera ne ha viste davvero tante. Dall’Enimont, vissuta da sindaco dell’Eni in quota XX Settembre, dopo lo scandalo. Alla “guerra di Segrate” tra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti, come consulente legale dell’Ingegnere. E ancora, la battaglia tra il Sanpaolo e Mediobanca per Ferfin, in cui fornì a Gianni Zandano un parere sull’obbligo di Opa, per cercare di fermare i piani di Enrico Cuccia. È stato commissario di Cariprato, consigliere della Bipop dopo la bufera. E presidente di Telecom prima dell’arrivo di Roberto Colaninno. Che proprio Libonati rese più difficile, e costoso, del previsto presentando alla Consob un parere decisivo per l’annullamento della prima opa parziale di Olivetti, poi diventata totalitaria. Per un periodo è rimasto nel consiglio del gruppo telefonico, subito dopo l’arrivo di Marco Tronchetti Provera. Oggi siede nel consiglio Pirelli. È presidente della Banca di Roma. E nel 2001 è entrato nel board di Mediobanca, dopo aver messo nero su bianco insieme a Piergaetano Marchetti il nuovo statuto. E con Marchetti si è ritrovato nel board di RcsMediaGroup, la società che pubblica il “Corriere della Sera”. Che Via XX Settembre abbia pensato a lui per Alitalia, dunque, non sorprende. In passato si era parlato di un commissario per la compagnia, poi la scelta di privatizzarla. Con Libonati il Tesoro ha allacciato le cinture. Di sicurezza» (Federico De Rosa, “Corriere della Sera” 10/2/2007).