Leonardo Coen, la Repubblica 10/2/2007, 10 febbraio 2007
Inaugurata a Mosca, nel museo Puskin, la mostra ”Il duello in Russia”, il 9 febbraio, giorno dell’anniversario della morte del poeta, ucciso in duello dall’ufficiale di cavalleria francese Georges D’Anthès, a Ciornaja Rechka, il Fiumicello Nero, zona periferica a nord di San Pietroburgo
Inaugurata a Mosca, nel museo Puskin, la mostra ”Il duello in Russia”, il 9 febbraio, giorno dell’anniversario della morte del poeta, ucciso in duello dall’ufficiale di cavalleria francese Georges D’Anthès, a Ciornaja Rechka, il Fiumicello Nero, zona periferica a nord di San Pietroburgo. Causa del duello la bellissima moglie Natasha Gonciarova, Puskin fece in tempo a dirle "la vita è finita, mi si stringe il respiro", e poi morì (ore 14,35 del 29 gennaio del 1837, secondo la datazione giuliana vigente allora nell´Impero, 9 di febbraio secondo il calendario attuale). Il giorno dopo, su un giornale fu scritto: "Il sole della nostra poesia è tramontato... ", parole riprodotte in una sala del museo. Cuore dell’esposizione, la vetrina delle pistole usate dai duellanti, marca Carl Ulrich, di tipo ”a capsula”, conservate in una valigetta insieme a pallottole e attrezzi per mantenerle in efficienza. Usate anche nel 1841 nel duello in cui fu ucciso un altro poeta, Mikhail Lermontov, il primo giorno in cui furono esposte per la prima volta nella casa di Puskin, a Pietroburgo, crollò il soffitto. Nella mostra si possono leggere anche la lettera anonima scritta da D’Anthès a Puskin (in cui gli dava del "Gran Maestro del serenissimo ordine dei cornuti"), e la lettera contenente il regolamento del duello (i due, divisi da due barriere, dovevano stare distanti venti passi, e al segnale, potevano avvicinarsi e sparare contemporaneamente). In Russia erano comuni i duelli a quattro (essendo coinvolti i padrini), ma anche i duelli tra donne. Nel 1744 la principessa Sofia Fredericka Augusta Annhalt-Zerbst fu sfidata dalla cugina, Anna Ludwiga Annhalt (entrambe quindicenni, finì senza sangue). Diventata zarina col nome di Caterina II, con Sofia i duelli femminili ebbero un boom (venti solo nel 1765, di cui otto con la zarina come madrina), ma mai mortali, grazie alla regola sancita dalla medesima ("combattere sino alla prima goccia di sangue"). Celebre il duello tra la principessa Ekaterina Romanovna Daschova (1744-1810), presidentessa dell’Accademia delle Scienze, e la contessa inglese Foxon, tra le donne più colte di quei tempi. Entrambe ospiti dell’ambasciatore di Londra, Puskin, a un certo punto la discussione si animò a tal punto che le due si presero prima a schiaffi, e poi si sfidarono a duello con le spade, in cui rimase ferita ad un braccio la Dasckova. Che la passò liscia anche qualche anno dopo, quando la zarina le impedì all’ultimo di sostituire l’amatissimo figlio Pavel in un duello alla pistola.