Marina Cavalieri, la Repubblica 10/2/2007, 10 febbraio 2007
ROMA - Accedere alle cartelle cliniche e decidere sulla donazione degli organi. Avere il diritto alla reversibilità della pensione e poter chiedere, quando la convivenza è finita, gli alimenti
ROMA - Accedere alle cartelle cliniche e decidere sulla donazione degli organi. Avere il diritto alla reversibilità della pensione e poter chiedere, quando la convivenza è finita, gli alimenti. Subentrare ad un contratto di affitto e partecipare ai bandi pubblici per gli alloggi non più come persona singola ma come un nucleo. Il disegno di legge sulle convivenze cambia la vita quotidiana e le condizioni materiali, trasforma le aspettative di tutte quelle persone che dividono l´esistenza senza essersi sposate, per libera scelta o per sofferta necessità. I 14 articoli, sintesi faticosa, andranno inevitabilmente ad incidere anche sulla qualità della vita dei conviventi togliendoli dal ghetto della precarietà, dell´apparente casualità delle loro scelte, dando visibilità. «In campo sanitario ci sono grosse novità», dice Gianfranco Finzi, presidente dell´Associazione medici direzioni sanitarie, «la vera differenza è nel caso che il paziente non sia in grado di intendere e di volere, è qui il nocciolo della questione, ora il convivente non esiste e non può prendere nessuna decisione, con il disegno di legge può accedere alle cartelle cliniche, decidere sulla donazione degli organi, è un riconoscimento giuridico che incide sull´assistenza di un malato». Ma non tutte le novità della legge, secondo alcuni, porteranno benefici ai conviventi. «La possibilità di subentrare al contratto di locazione non è detto che faciliti la vita», spiega l´avvocato Corrado Sforza Fogliani, presidente della Confedilizia. «Potrebbe paradossalmente favorire l´affitto alle famiglie tradizionali perché i proprietari non vogliono trovarsi in casa persone con cui non hanno stipulato il contratto, che non hanno autorizzato ad entrare in casa». Così la partecipazione ai bandi pubblici per l´assegnazione delle case potrebbe essere meno dirompente di quanto appare. «Le norme stabiliscono un importante riconoscimento di parità con gli altri cittadini», dice Luigi Pallotta, segretario generale del Sunia. «Teoricamente gareggiando come nucleo e non come singolo aumenta la possibilità di entrare in graduatoria ma gli effetti pratici non saranno così forti, almeno per come è ridotta oggi l´edilizia sociale, il punteggio maggiore infatti sarà sempre riconosciuto alle famiglie più povere e numerose». Se venissero approvate le norme non ci sarebbero diritti ma anche doveri e alcuni potrebbero anche scatenare guerre molto simili a quelle che scoppiano nelle unioni coniugali. Portando chiarezza ma anche nuovi tragici conflitti. «Sugli alimenti ci sono grosse novità», dice Laura Remiddi, avvocato, «mentre per altri aspetti della convivenza ci sono state in passato sentenze favorevoli ad un allargamento dei diritti, sulla possibilità di richiedere gli alimenti non c´era mai stata nessuna pronuncia significativa. Questa norma è un grande passo in avanti perché molte donne dopo anni di convivenza non si ritrovano nessuna tutela. Anche i diritti di successione potrebbero incidere sui rapporti perché oggi molti uomini non si vogliono sposare per non far scattare i diritti ereditari e poter lasciare tutto solo ai figli».