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 2007  febbraio 10 Sabato calendario

MILANO – «A

cinquant’anni, forse, potrei lasciare tutto e appendere il microfono al chiodo». Ma subito dopo: «Magari trovassi il coraggio, sono come Mike e Pippo, senza pubblico non so stare». La minaccia non è di quelle serie. Scherza su tutto Fiorello, anche sul suo prossimo (e improbabile) ritiro dalle scene. «Continuerò a fare le cose che mi piacciono ancora per un bel po’. Ma vorrei essere io a decidere il momento dell’addio, e non il pubblico».
Show man assoluto, ora imitatore, ora attore, padrone più che mai di quel crossover
che incrocia Nanni Moretti a Franco Califano: difficile, almeno per ora, immaginare la fine dell’incantesimo tra Fiorello e il suo pubblico, che ieri l’ha incontrato durante il Faccia a Faccia di ViviMilano moderato dalla giornalista del Corriere
Maria Volpe.
Il momento è d’oro, per Fiorello: prima con l’amico Marco Baldini è riuscito nel miracolo di rendere visibile la radio. Ora riempie i teatri di tutta Italia con lo spettacolo «Volevo fare il ballerino». Si diverte a fare il Re Mida dell’entertainment: va in televisione con «Viva Radio 2» e fa 10 milioni di telespettatori, sale sul palco diretto da Giampiero Solari ed è sold out per tutte le repliche. «La verità è che dal 2000 mi concedo il lusso di fare quello che mi pare. Prima ero ingabbiato in meccanismi più grandi di me, ora decido io». Nel nuovo corso di Fiorello c’è ancora molta radio ( Viva Radio2
tornerà il 5 marzo) e pochissima televisione, anche se ha appena portato a casa un Telegatto come personaggio dell’anno. «Che ci vado a fare in tivù? Ci sono già spesso con la pubblicità o perché mi invitano per qualche imitazione che hanno sentito alla radio».
Anche Sanremo è una cosa che preferisce guardare seduto dalla poltrona di casa. Da conduttore ci andrebbe a modo suo, con una formula nuova. Da concorrente, c’è già stato, e certo non ci tornerebbe più. «Per me Sanremo non è stato divertente. Ero circondato da guardie del corpo e da agenti che avevano deciso di tenermi in isolamento. In compenso mi ricordo la "stecca" della prima serata e i bicchieri che mi tirava dietro Loredana Bertè, perché voleva la stanza che invece avevano dato a me». Quanto al nuovo Festival, ce n’è per tutti. Una battuta per Pippo Baudo, «quando c’è lui al Festival si va sul sicuro». Un’altra per Albano, «questa volta è in gara e non potrà farsi pubblicità dicendo che è fuori».
Torna a volo d’angelo sul Pippo nazionale, quando dal pubblico gli ricordano che Baudo ha criticato il Papa per non essere intervenuto dopo gli scontri di Catania. «Alla fine Ratzinger ha fatto quello che ha detto Pippo. Adesso vedrete che Baudo prenderà casa in piazza del Popolo e parlerà ai fedeli, magari a quelli con il parrucchino». L’occasione è ghiotta per parlare anche del segretario del Papa, Padre Georg Gänswein, e delle parodie «blasfeme» a Viva Radio2.
Rassicura Fiorello: «L’unico a offendersi è stato "L’Osservatore Romano", padre Georg non si è mai lamentato, perché era tutto molto innocente. Chi mi sgrida moltissimo, piuttosto, è Mike». Un’accoppiata che vince, quella con Mike Bongiorno: due spalle comiche che si danno man forte a vicenda, alla radio e negli spot. L’ultima apparizione insieme, ai Telegatti, dove Mike ha consegnato il premio a Fiorello vestito da barbone. «Lui ha una comicità naturale. Ora che il governo ha approvato il disegno di legge sulle unioni civili, siamo una coppia a tutti gli effetti», scherza Fiorello. A proposito di coppie, non sfugge alle sue stilettate la «soap» tra Silvio e Veronica. «Prima Berlusconi va in giro a dire "se non fossi sposato so io che farei", poi, anche se non è più premier sta per una settimana sui quotidiani di tutto il mondo. Devo dire che non gli è andata male».
Da parte sua Fiorello dichiara amore per una nuova donna, appena piombata nella sua vita: è la piccola Angelica, nata lo scorso giugno, avuta dalla moglie Susanna Biondo. Una vera e propria sbandata, accompagnata da crisi acute di lontananza. «Sono tre giorni che non la vedo e già sto male. Per raggiungerla più in fretta possibile mi sono persino abituato a prendere l’aereo». Il nuovo Fiorello formato famiglia è tutto casa e lavoro, con qualche film al cinema di sera. Il pallone, è una passione con lo scalda più: «Continuo a tifare Inter, ma il calcio non è un bello spettacolo. Gli scandali, i fatti di Catania, la telenovela infinita su Ronaldo. Bisognerebbe ricominciare daccapo ma comandano gli sponsor». Allo stadio, Fiorello, continua a preferire i palcoscenici, dove segue i suoi artisti preferiti, dalla Littizzetto alla Cortellesi. Tra i colleghi uomini, Riccardo Rossi «perché mi ricorda il Fiorello di qualche anno fa, nessuno gli fa fare le cose per cui è tagliato. Oggi a me dicono che somiglio a Walter Chiari, ma lui era colto, bello, e aveva Ava Gardner. Io invece ho accanto Susanna, una donna normale, con un lavoro normale e un seno normale. Per fortuna».
Michela Proietti