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 2007  febbraio 10 Sabato calendario

MILANO

Fiat si prepara a uscire da Mediobanca. Lo hanno confermato ieri il presidente del Lingotto Luca Cordero di Montezemolo e l’amministratore delegato Sergio Marchionne. Torino ha l’1,84% di Piazzetta Cuccia inserito nel patto ed è probabile che il passo venga effettuato a fine marzo, quando scadranno i termini per comunicare le disdette dall’accordo parasociale, che dovrebbe essere contestualmente rinnovato. L’uscita dal patto, necessaria per non vincolare la quota per i successivi tre anni, potrebbe però anche non coincidere con la vendita delle azioni, che potrà aver luogo al momento e nei termini considerati più opportuni.
Sulla tempistica Marchionne, a margine della presentazione della nuova Bravo al Viminale, ha prima spiegato che «non ci vorrà molto, può darsi che succeda già nel 2007». Poi ha precisato che «la cessione avrà luogo nel medio- lungo termine. Mediobanca non rientra nell’interesse strategico del gruppo. Noi facciamo vetture, cambi, motori. Gli interessi finanziari non ci aiutano molto. Le banche non sono una cosa che sappiamo gestire». Rispetto alle modalità, «lavoreremo con Piazzetta Cuccia per trovare una soluzione. Il mercato è comunque estremamente liquido e non sarebbe un grande problema cedere la quota». Marchionne ha sottolineato che le risorse saranno impiegate per ridurre l’indebitamento. «L’ultima volta che ho controllato i bilanci c’erano ancora un po’ di debiti, la cosa importante è ripagarli. L’indebitamento sta scendendo, ma abbiamo ancora dei soldi e ripagheremo il debito industriale» Subito sono scattati due interrogativi. Il primo è relativo al possibile «percorso inverso»: anche Mediobanca si prepara a vendere il proprio 1,9% di Fiat? Se nel periodo precedente al negoziato sulla quota Ferrari rilevata da Mediobanca e ricomprata da Torino, era stata ipotizzata questa possibilità, nel settembre scorso il direttore generale Alberto Nagel ha detto che l’istituto «non prevede di cedere la partecipazione: ci ha dato soddisfazioni».
Il secondo interrogativo riguarda il patto di Piazzetta Cuccia. Cosa accadrà in seguito all’uscita di Fiat? La quota non dovrà necessariamente essere ceduta in prelazione agli altri soci, visto che l’accordo è in scadenza. Potrà dunque essere venduta subito anche a terzi oppure conservata dal Lingotto in attesa del momento più opportuno per la dismissione, che potrà avvenire anche gradualmente sul mercato.
Non è scontato poi che Fiat venga sostituita nell’intesa parasociale da altri candidati all’ingresso. Oggi il patto blinda il 52,7% ed è quindi abbastanza pesante perché si possa prevedere anche una riduzione della quota vincolata, eventualità non sgradita al management di Piazzetta Cuccia.
Bisognerà comunque vedere quale sarà alla fine l’effettivo elenco dei candidati a uscire ed entrare nel «salotto» della banca d’affari. Al momento non ci sono indicazioni ufficiali su disdette e richieste di adesione che dovranno essere inviate al presidente del patto Piergaetano Marchetti, il quale sta anche verificando il sistema più efficace di governance per Mediobanca. Entro fine marzo Marchetti potrebbe comunicare la scelta fra sistema tradizionale (con il possibile ripristino della carica di amministratore delegato) o duale.