Antonella Baccaro, 10/2/2007, 10 febbraio 2007
ROMA – Dice che esuberi alle Ferrovie non ce ne sono, Mauro Moretti, amministratore delegato del gruppo, ma poi aggiunge: «Certo, dipenderà dallo sviluppo»
ROMA – Dice che esuberi alle Ferrovie non ce ne sono, Mauro Moretti, amministratore delegato del gruppo, ma poi aggiunge: «Certo, dipenderà dallo sviluppo». E le 10 mila eccedenze nei prossimi tre anni che hanno scatenato il sindacato? «In questo momento - spiega Moretti - ci sono delle proiezioni legate al fatto che esistono delle tecnologie che interagiscono con il lavoro: a seconda dei volumi possono produrre risultati in un senso o nell’altro». L’oggetto del contendere dunque è soprattutto la nuova tecnologia che ridurrà da due a uno i macchinisti che oggi viaggiano su ogni treno. Perciò esuberi in questo settore ce ne saranno, ma Moretti pensa che, sviluppando il business del gruppo, possano essere reimpiegati. « solo gestione del turn over - ha osservato - per far sì che se si tolgono delle persone perché ci sono le tecnologie, possano mettere in altri settori, ad esempio nel commerciale». Sul «macchinista unico» le trattative con i sindacati sono in corso: «Non è vero che i sindacati sono contrari» ha detto Moretti. Intanto per la Fiat potrebbe essere vicino un accordo per la mobilità lunga di 2 mila dipendenti, di cui oltre il 50% in Fiat auto. Lo ha annunciato l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, auspicando che il problema venga risolto al più presto. Le norme in ballo sono quelle dell’ultima Finanziaria che prospetta mobilità per 6 mila lavoratori, un tetto che potrebbe non essere sufficiente a coprire tutte le domande. Di qui la richiesta di accelerare i tempi per la Fiat. Tornando alle Fs, il piano industriale che l’amministratore ha presentato all’esecutivo punta molto sul taglio degli sprechi che ammonterebbe a 200 milioni. Ma, secondo Moretti, è indispensabile capire quali siano le intenzioni del governo circa l’espletamento dei servizi meno remunerativi, come il trasporto locale: «Il governo deve dire quali sono i volumi che intende fare perché, non essendoci la possibilità di ripagare i costi attraverso i biglietti, ci sono contributi nella logica dei contratti di servizio». Sempre all’esecutivo Moretti ha posto il problema di razionalizzare la struttura del gruppo: «Ho già chiuso molte società e altre le fonderò». Ma il settore più in crisi è il cargo: «Occorre una riconversione radicale per puntare sulle grandi concentrazioni europee, sui grandi corridoi, centri intermodali e porti». Intanto nascerà una nuova società: «Ferrovie international» con il compito di vendere la tecnologia di Fs e la sua capacità di gestione. Proprio ieri Ferrovie e Finmeccanica hanno firmato un memorandum insieme con le Ferrovie russe. Obiettivo: sviluppare collaborazioni commerciali per la realizzazione di progetti internazionali, in particolare nel campo dell’Alta velocità.