Nova Il Sole 24 Ore 08/02/2007, pag.11 Lara Ricci, 8 febbraio 2007
Vite sconosciute abitano in noi. Nova Il Sole 24 Ore 8 febbraio 2007. Nella nostra pelle dimorerebbero almeno 182 specie differenti di batteri, di queste una su dieci è completamente ignota alla scienza
Vite sconosciute abitano in noi. Nova Il Sole 24 Ore 8 febbraio 2007. Nella nostra pelle dimorerebbero almeno 182 specie differenti di batteri, di queste una su dieci è completamente ignota alla scienza. Ovviamente ciascuna è presente con una miriade di rappresentanti: un esercito invisibile e variopinto che marcia nell’epidermide. Pare strano, ma nessuno aveva finora intrapreso uno studio di tale portata e dettaglio. Se oggi abbiamo consapevolezza di questo zoo di inquilini, più o meno sgraditi e morosi, dobbiamo essere grati a ricercatori della facoltà di medicina della New York University, già noti per aver scandagliato gli abitanti di stomaco ed esofago. Questi esploratori delle sovrappopolate lande del micromondo hanno pubblicato i loro risultati online sull’ultimo «Pnas». Per una decina di mesi, infatti, avevano prelevato campioni di pelle dalle braccia di sei volontari sani, tre uomini e tre donne, e li avevano analizzati con modernissimi strumenti d’indagine molecolare. Davanti a ciò che hanno rinvenuto si sono trovati sorpresi: «Non solo le specie erano ben più di quanto ipotizzato, ma alcune erano del tutto sconosciute» racconta Martin Blaser, professore di microbiologia e autore dello studio. «L’epidermide era finora una terra inesplorata», aggiunge. Solo quattro specie di batteri erano comuni a tutti gli individui, e tre si trovavano solo sui maschi. Non sarebbe questione di pulizia: anche se il campione era troppo piccolo per trarre conclusioni, i ricercatori ipotizzano che uomini e donne abbiano differenti specie di microrganismi. «Molti dei batteri del corpo umano sono tutt’oggi sconosciuti. Ci accompagnano per tutta la vita. E ogni tanto ci capita anche di sorridere», scherza il professore per suggerire come i microrganismi non siano poi così terribili. Certo è che ci si sente assai smarriti quando l’ironico microbiologo spiega in che proporzione questi esserini ci abitano: le cellule più numerose - all’interno del nostro corpo - sono infatti quelle batteriche. Addirittura: per ogni nostra cellula ce ne sono dieci estranee (quando si dice «non stare più nella pelle»). Non dimenticate perciò, nel guardare il vostro fidanzato, che è lui solo per il 10%, il resto è una montagna di microbi (ditegli pure che è un superorganismo). «Senza i batteri il corpo non potrebbe sopravvivere» aggiunge Zhan Gao, altro autore dello studio che forse teme che i lettori si precipitino in un autolavaggio. Sarebbe davvero un peccato: alcune delle popolazioni di batteri che ci abitano cambiano a seconda del nostro stato di salute, e così i ricercatori newyorkesi stanno pensando di usare i microbi dell’epidermide come indicatori per diagnosticare meglio i malanni (chiederemo al medico il pedigree degli amici della pelle). Da oltre tre miliardi di anni, i batteri sono i veri signori del pianeta, diceva Stephen Jay Gould. «La maggior parte delle creature sono ancora batteri, e ciascuna dei nostri mille miliardi di cellule è una colonia di batteri» aggiungeva Richard Dawkins. E ora ci viene anche un dubbio: se conteniamo più batteri che cellule umane, l’evoluzione dell’Homo sapiens è proprio nostra? Lara Ricci