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 2007  febbraio 10 Sabato calendario

NEW YORK

Spogliarellista, coniglietta di Playboy, icona della white trash americana, modella dei jeans Guess, eroina ambientalista. Era tante cose insieme la modella e attrice americana Anna Nicole Smith, trovata senza vita ieri nella sua stanza all’Hard Rock Hotel and Casino a Hollywood, in Florida. La corsa disperata dell’ambulanza verso il Memorial Regional Hospital, nei pressi di Miami Beach si è rivelata inutile. La Smith se ne è andata a soli 39 anni. Ad ucciderla, secondo indiscrezioni, un cocktail micidiale di calmanti, alcool e droghe che usava regolarmente per anestetizzare il dolore insopportabile per la perdita del figlio Daniel Wayne Smith. Stroncato da un’overdose nel settembre scorso, all’età di venti anni, nella stanza della clinica alle Bahamas dove la madre aveva appena dato alla luce una sorellina, la piccola Danielynn.
Ma anche prima di allora la sua vita era stata un’incessante sfilata di scandali, controversie e colpi di scena. Tutti consumatisi sotto l’occhio spietato e insaziabile di tv e tabloid, che Anne riusciva a calamitare come nessun’altra. La sua vita sembrava un film scritto da uno sceneggiatore di Hollywood con il gusto dell’eccesso: tutto nella vita della modella sembrava eccessivo, dalle sue forme esplosive, che esibiva con sfrontatezza, alla passione per gli scandali. L’ultimo era tornato a galla con l’intervista concessa la settimana scorsa al Larry King Show dal fotografo Larry Birkhead che le aveva fatto causa sostenendo di essere lui il vero padre di Danielynn e non Howard K. Stern. L’avvocato e consigliere di Nicole immortalato nelle famigerate foto scattate all’indomani della morte di Daniel Wayne e bollate da tutti come «di pessimo gusto». Le immagini, che ritraevano i due seminudi nell’acqua dei Caraibi, erano state vendute per 600 mila dollari al tabloid scandalistico In touch, «Per pagare il funerale di Daniel», disse poi la modella. Ridotta a bolletta dalle innumerevoli controversie legali, ultima delle quali la causa legale sportale dalla compagnia per prodotti dimagranti di cui era testimonial. La Smith tendeva ad accumulare peso ma anche a perderlo rapidamente, una pacchia ma anche un incubo per la compagnia di prodotti dimagranti.
Anna Nicole era nata come una Vicky Hogan qualsiasi, in un luogo anonimo del Texas, Mexia. Abbandonata dal padre, era stata allevata dalla madre e da una zia. Giovanissima, non faceva altro che ripetere agli amici di voler essere la nuova Marilyn Monroe. Ma come Norma Jean era costretta a lavorare come cameriera e fu nel fast food Jim’s Krispy Fried Chicken di Mexia, che conobbe Billy Wayne Smith, un cuoco, e lo sposò. Lei aveva 17 anni, lui appena 16. L’anno dopo nacque Daniel e dopo un altro anno vennero la separazione e il ritorno a Houston, dove per mantenersi faceva la cameriera in un ristorante di aragoste durante il giorno e di notte la spogliarellista.
La svolta della sua carriera era stata nel 1992 quando Hugh Hefner l’aveva scelta per la copertina del numero di marzo di Playboy, diventando alcuni mesi dopo la «Playmate dell’anno» della famosa rivista, con il nome d’arte di Anne Nicole Smith. Di lì a poco arriva l’incontro decisivo della sua vita: col petroliere texano J. Howard Marshall. La loro love story era iniziata al Rick’s Cabaret, un locale di striptease di Houston dove Marshall, un 86enne in sedia a rotelle ma col debole per le spogliarelliste si era innamorato perdutamente della procace 23enne. « un tipo molto focoso e faccio fatica a stargli dietro», aveva rivelato lei il giorno delle nozze, celebrate dopo la promessa del vecchio di nominarla come unica erede, in caso di decesso. Ma dopo la morte di Marshall, i rapporti tra Nicole e Pierce Marshall, unico figlio ed erede legittimo del miliardario, si erano guastati. Quest’ultimo aveva fatto recapitare una lettera alla matrigna per informarla che «poco prima di morire, mio padre ha cambiato il testamento, cancellando il tuo nome». La sfida in tribunale si era conclusa con un suo trionfo: 800 milioni di dollari di eredità, pari alla metà del patrimonio dei Marshall. Il suo sogno era essere la nuova Marilyn, fino a condividere lo stesso, drammatico destino.


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Zucconi specifica che l’albergo si trova nella riserva dei Seminole: «Lascia una bambina di sei mesi, Danyelle, e un marito, oggi suo vedovo, che non ha riconosciuto la bambina come sua [...] la battaglia legale per un´eredità misurata in miliardi di dollari le aveva reso un verdetto finale di 88 milioni di dollari, confermato di appello in appello fino alla Corte Suprema, che aveva accettato di ascoltare il suo caso. Per lei si erano mossi addirittura la Casa Bianca e George Bush, che avevano intercesso in suo favore con i propri avvocati davanti ai giudici supremi.
Mai, nella storia, una Presidenza si era schierata per difendere una "coniglietta". Mai una ragazzina abbandonata dai genitori nel paesino del Texas dove era nata, allevata da una zia, cresciuta lavorando come cameriera in una friggitoria di pollo Kentucky, era arrivata a toccare la Corte Suprema e smuovere la augusta Costituzione per garantirle la parte di eredità che il vecchissimo marito le aveva promesso, giurò lei. E se questa sentenza del maggio scorso era parsa la definitiva beatificazione della farfalla mediatica nel frattempo gonfiata 61 chili più del suo peso Playboy, ormai obesa, alcolizzata, impasticcata, fu invece per lei l´inizio della fine, verso questa misteriosa morte nello Hard Rock Hotel and Cafè, dentro il territorio dei Seminole fuori Miami.
Il figlio di vent´anni, Daniel Smith, morì probabilmente di overdose di metadone e di antidepressivi, crollando stecchito sul letto di ospedale dove lei era convalescente dopo avere partorito Danyelle nelle Bahamas. Negli stessi giorni moriva a 67 anni, ucciso da una setticemia, il figlio del suo vecchio "zampetta", l´uomo che ancora tentava di contestarle la sua parte di eredità»

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CdS, 10/2/2007
Una neonata al centro dell’intreccio legale innescato dalla morte di Anna Nicole Smith. Dannielynn, la bimba data alla luce dalla modella 5 mesi fa. La piccola, infatti, ha ereditato i 474 milioni di dollari che un giudice aveva assegnato alla Smith quando era morto il suo ex marito, il miliardario texano Howard Marshall. Ma la paternità della bimba è contesa da due persone: il legale della modella, Howard Stern e il fotografo Larry Birkhead che ha chiesto al tribunale di procedere subito a un test del Dna. Il giudice ha negato la procedura d’urgenza, ordinando che il corpo della modella sia conservato fino al 20 febbraio (data prevista per l’udienza) per lasciare la porta aperta al test. In attesa di conoscere le cause della morte, bisognerà anche capire se la Smith, che aveva un vero e proprio culto per Marilyn Monroe alla quale cercava anche di somigliare, come si vede dalle foto qui sopra, abbia lasciato un testamento.

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La Stampa, 10/2/2007
PAOLO MASTROLILLI
PAOLO MASTROLILLI
NEW YORK
Anna Nicole Smith non aveva mai cantato Happy Birthday to You a un presidente degli Stati Uniti nel Madison Square Garden, ma dopo la sua morte misteriosa c’è già chi la dipinge come la nuova Marilyn Monroe. Qualcuno sospetta che sia stata uccisa, mentre la madre punta il dito contro la droga e la sorella accusa il fidanzato di averla fornita. La polizia ha detto di non aver trovato indizi di reato o sostanze illegali nella sua stanza. L’autopsia condotta ieri non ha determinato le cause del decesso, ma ha lasciato aperte tre ipotesi: cause naturali, abuso di antidepressivi e farmaci che Anna Nicole prendeva per un’influenza, e una combinazione delle due cose. Questo non fermerà i sospetti, le voci e i miti.
L’ex modella di Playboy che aveva fatto girare la testa pure ad un miliardario noventenne è morta alle 2,45 di giovedì pomeriggio, dopo che un’infermiera l’ha trovata svenuta nel letto della sua camera al Seminole Hard Rock Hotel and Casino di Hollywood, in Florida. Dicono che fosse soffocata nel suo stesso vomito, come un’altra leggenda del calibro di Jimi Hendrix. Una guardia del corpo ha cercato di rianimarla col massaggio cardiaco, e lo stesso hanno fatto gli infermieri dell’ambulanza chiamata a soccorrerla. Anna Nicole però non si è mai risvegliata, ed è stata dichiarata morta pochi minuti dopo in ospedale. Tanto per far capire la curiosità maniacale intorno a lei, il video pirata ripreso mentre gli infermieri la portavano via è stato venduto per oltre 500.000 dollari dalla compagnia di paparazzi Splash News & Picture Agency.
La morte di Anna Nicole ha aperto anche un’intricatissima battaglia legale, che riguarda la partenità di sua figlia e la potenziale eredità milionaria dell’ex marito. A settembre la Smith aveva avuto una bambina, Dannielynn, nata alle Bahamas sullo sfondo di un’altra tragedia. Pochi giorni dopo, infatti, una miscela di farmaci aveva ucciso Daniel, il figlio ventenne dell’ex playmate. L’avvocato Howard K. Stern, ultimo compagno di Anna Nicole, aveva dichiarato di essere il padre. Ora però sono comparsi altri due pretendenti: il fotografo Larry Birkhead, ex fidanzato della Smith, e il principe Frederick von Anhalt, marito dell’attrice Zsa Zsa Gabor, che con lei aveva avuto una relazione. Birkhead ha chiesto un test immediato del Dna per chiarire la paternità: il giudice ha bocciato la domanda, ma ha rimandato la causa al 20 febbraio.
Appurare il nome del padre di Dannielynn è fondamentale per stabilire a chi andrà l’eredità di Anna Nicole, che potrebbe ammontare a diversi milioni di dollari. Nel 1994, infatti, la playmate aveva sposato il petroliere texano J. Howard Marshall, titolare di un patrimonio stimato in 1,6 miliardi di dollari. J. Howard aveva 89 anni ed era morto l’anno dopo, scatenando la disputa sull’eredità fra suo figlio, E. Pierce, e la Smith. Lei sosteneva che il marito le aveva promesso metà della sua fortuna, il figlio rispondeva che il testamento assegnava tutto a lui. All’inizio i giudici avevano dato ragione ad Anna Nicole, poi torto, e infine la Corte Suprema aveva riaperto il caso. Secondo l’ultimo giudizio, l’ex playmate potrebbe ricevere 89 milioni di dollari, che a questo punto andrebbero a Stern, se potrà provare di aver sposato la Smith e generato la figlia. Se però Birkhead, o von Anhalt, riuscisse a dimostrare di essere il padre, i soldi verrebbero divisi a metà tra lui e Dannielynn. La bambina, ignara di tutto, è ospite della famiglia di un ministro delle Bahamas, amico della madre. Per lei è già scritta una parte nel film che racconterà la tragedia di Anna Nicole, sfortunata come Marilyn. (su questo aspetto della storia vedi articolo di Caretto in Frammenti, scheda n. 131685

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la Repubblica, 17/2/2007
Sarà sepolta in Texas, o forse alle Bahamas. In attesa che le dispute giudiziarie intorno ai resti di Anna Nicole Smith si dirimano, il bel corpo della modella di Playboy rischia di deteriorarsi. E per impedirlo il giudice Larry Seidling ha ordinato l´imbalsamazione del cadavere, conservato dall´8 febbraio - giorno della morte - in una morgue della Florida. «La bellezza è stato un fattore importante della sua esistenza. giusto che resti intatta, così come la sua dignità» ha spiegato Seidling.
L´imbalsamazione moderna è ben diversa da quella delle mummie egizie. Smith sarà sottoposta a un processo di tassidermia che consiste nell´aspirazione di tutto il sangue dai vasi. Al suo posto viene iniettata formaldeide: una soluzione di acqua e formalina che ha il potere di mantenere intatti i tessuti. La tecnica in genere usata negli Stati Uniti preserva i tratti del corpo per alcuni mesi, ma nel caso di personaggi famosi (come è avvenuto con Lenin o alcuni papi) si può arrivare a diversi decenni. In Florida, con un po´ di trucco per mascherare il pallore e alcune gocce di glicerina per restituire la brillantezza degli occhi, Seidlin disporrà di tutto il tempo necessario per sbrigare gli aspetti legali della morte di Anna Nicole senza temere che il tempo dissolva la sua bellezza.
Il caso che il giudice è chiamato a sciogliere, in effetti, si preannuncia tutt´altro che semplice. La madre della modella ha chiesto che Smith sia sepolta nel natìo Texas nonostante da anni le due donne avessero interrotto ogni rapporto, mentre il suo ultimo compagno, Howard K. Stern (avvocato lui stesso) esige che la lapide sia eretta alle isole Bahamas, dove la playmate - scomparsa a soli 39 anni - ha vissuto negli ultimi anni. L´ex fidanzato Larry Birkhead si preoccupa soprattutto che prima dell´inumazione vengano prelevati sufficienti campioni di Dna da provare che la piccola Dannielynn (5 mesi) sia veramente figlia sua anche se sul certificato di nascita appare Stern come genitore. Nel frattempo il tribunale sarebbe entrato in possesso di un testamento che risale al 2001, con cui Anna Nicole lascia i suoi averi al figlio Daniel, con Stern nel ruolo di fiduciario. Daniel però è morto 5 mesi fa a 20 anni. Anche lui come la madre è stato probabilmente ucciso da un cocktail di droghe e farmaci. L´intricata causa coinvolge ora tre potenziali genitori (fra cui l´ex guardia del corpo di Anna Nicole) e un´eredità di mezzo miliardo di dollari.
Il giudice ha fissato la prossima udienza per martedì. «Voglio pace e tranquillità non solo per la defunta, ma anche per i vivi che si raccoglieranno sulla sua tomba» ha spiegato Seidlin. La fine delle diatribe giudiziarie non sembra però vicina, visto che Smith è coinvolta anche in un altro processo per l´assegnazione dell´eredità del suo ex marito. Anna Nicole nel 1994 sposò il petroliere texano Howard Marhsall, morto l´anno successivo a 90 anni. In caso di vittoria postuma della playmate, sarà proprio l´ignara Dannielynn a ricevere la fortuna del magnate.