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 2007  febbraio 04 Domenica calendario

L’ultimo teorema di Bart. Il Sole 24 Ore 4 febbraio 2007. «La tua teoria di un universo a forma di ciambella è intrigante

L’ultimo teorema di Bart. Il Sole 24 Ore 4 febbraio 2007. «La tua teoria di un universo a forma di ciambella è intrigante. Forse te la rubo». Così Stephen Hawking si rivolge a Homer Simpson, che ha solo una vaga idea del suo interlocutore. «Miiitico! - risponde - Non posso credere che uno di cui non ho mai sentito parlare frequenti un tipo come me». La voce di Hawking, trasformato in cartoon, è quella vera (quella sintetizzata dal computer) e suo è il giudizio entusiastico, e per nulla isolato, sul cartone animato più colto e intelligente mai realizzato. Anche per i contenuti scientifici, che appaiono più o meno surrettiziamente quasi in ogni episodio, con tanto di guest star: oltre a Hawking, il paleontologo Stephen Jay Gould, chiamato da Lisa per dimostrare ai suoi bigotti concittadini che il fossile che ha trovato non può essere un angelo come loro credono. Nella sua tesi di dottorato presso la Sissa di Trieste, pubblicata in Internet, Marco Malaspina conteggia 79 episodi su 291 e li analizza con l’occhio del comunicatore scientifico. Per la gioia dei matematici, in molti episodi appaiono, alla lavagna o suoi muri, formule più o meno famose, tra cui una specie di confutazione del famosissimo «ultimo teorema di Fermat», commentate e approfondite da schiere di appassionati e studenti nel sito simpsonsmath.com. Tra i 50 sceneggiatori dei Simpson molti sono laureati in matematica o in computer science. Altri sono chimici e fisici. Mai un tale concentrato di scienziati si è riunito per un’impresa televisiva. Dunque non è un caso che vi si organizzino viaggi nella "terza dimensione", strana per un cartone animato come per noi sarebbe la quarta (è lì che appare la formula di Fermat), o che si abbia a che fare con rivolte di robot, con problemi di sicurezza della centrale nucleare (presso cui lavora Homer), o con questioni alimentari, tecnologiche, mediche, di mala sanità, con i test di intelligenza, o con il Ritalin, o con teorie psicologiche o educative (il preside della scuola si chiama Skinner, ed è un comporamentista), ecc. E non manca l’ironia sulle settimane e i musei della scienza e su altri modi più o meno disperati di cercare di alimentare la comprensione pubblica della scienza. Compresa l’«utopia delle utopie» in cui viene coinvolto Hawking. Che è il primo a sapere che non è facendo «governare gli intelligenti» in una sorta di Repubblica platonica che si risolverà il problema, ma proprio facendo come coi Simpson: portando la scienza direttamente nelle nostre cucine, e trattandola con la dovuta esattezza e ironia. Armando Massarenti