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 2007  febbraio 08 Giovedì calendario

Se il poliziotto avesse sparato Ma se il poliziotto Raciti, accortosi in tempo che un emerito delinquente stava per scagliargli sul parabrezza dell’auto di servizio un pesante sasso e che un altrettanto emerito collega del primo delinquente aveva il braccio alzato per lanciare una bomba carta nel foro così procurato, avesse estratto tempestivamente la pistola d’ordinanza e fatto fuoco per difendersi dai due aggressori, colpendoli, quelli sarebbero divenuti eroi nazionali al pari del Giuliani che stava gettando un estintore contro un carabiniere e i rispettivi padri (o le rispettive madri o anche eventuali fratelli o sorelle) sarebbero stati immediatamente assoldati dai partiti politici fiancheggiatori quali candidati per le future elezioni con la certezza della loro vittoria grazie alla pubblicità gratuita dei compiacenti mass media? Capisco benissimo che la storia non si fa con i se e con i ma; tuttavia l’esperienza insegna, e molto, moltissimo

Se il poliziotto avesse sparato Ma se il poliziotto Raciti, accortosi in tempo che un emerito delinquente stava per scagliargli sul parabrezza dell’auto di servizio un pesante sasso e che un altrettanto emerito collega del primo delinquente aveva il braccio alzato per lanciare una bomba carta nel foro così procurato, avesse estratto tempestivamente la pistola d’ordinanza e fatto fuoco per difendersi dai due aggressori, colpendoli, quelli sarebbero divenuti eroi nazionali al pari del Giuliani che stava gettando un estintore contro un carabiniere e i rispettivi padri (o le rispettive madri o anche eventuali fratelli o sorelle) sarebbero stati immediatamente assoldati dai partiti politici fiancheggiatori quali candidati per le future elezioni con la certezza della loro vittoria grazie alla pubblicità gratuita dei compiacenti mass media? Capisco benissimo che la storia non si fa con i se e con i ma; tuttavia l’esperienza insegna, e molto, moltissimo. Come insegna molto, moltissimo anche la ritrosia conformista dei giornali a pubblicare certi pensieri controcorrente. LUCIANO SAVOINO Non abbiamo paura di pensieri controcorrente, anche perché il suo non lo è affatto. Devo naturalmente sottolineare la differenza fra gli scontri in occasione del G8 e quelli di Catania, i primi avvenuti all’insegna della politica, i secondi all’insegna del teppismo: per questo le reazioni al primo sono state diverse, e non potrebbe che essere così. La differenza delle cause, non è irrilevante. Ma lei pone un problema più di fondo, che ha a che fare, di fronte alla morte, con l’equanimità di giudizio che dovrebbe essere ben più alta dell’opinione politica. In questo senso lei ha ragione. Nel caso fosse stato il poliziotto a sparare a Catania oggi i discorsi sarebbero totalmente diversi: avremmo un processo alle forze dell’ordine, un ministro dell’Interno sotto accusa, manifestazioni contro la polizia, e magari anche varie autorità che volano a Catania a parteciparvi. A voler essere davvero sinceri, come lei ci propone, è evidente che in possibili diversi scenari di accadimenti violenti emerge tutta l’ambiguità culturale che una buona parte del paese ha verso le forze dell’ordine. Senza andare molto lontano nelle questioni di lotta alle delinquenze, mi limiterei a indicare - tanto per rimanere in questo secolo di storia - al ruolo avuto dalle forze dell’ordine in difesa di uno Stato a volte puramente repressivo e vessatorio, a scontri di piazza, aperture forzate di cancelli di fabbriche occupate e di università in sciopero. solo da pochi decenni che questo scenario è finito, e una serie di metodi sono stati consegnati (anche se non del tutto) al passato. La politica oggi si spera si faccia diversamente, e alla polizia ci si affida: ma non c’è dubbio che qualcosa al fondo di non chiarito, non fiduciario è rimasto.