(Eleonora Barbieri, Il Giornale 7/2/2007, pagina 18, 7 febbraio 2007
Particolarità di Liqian, città nel Nord-Ovest della Cina, quasi al confine col deserto del Gobi: molti abitanti sono alti, hanno i capelli biondi e gli occhi azzuri
Particolarità di Liqian, città nel Nord-Ovest della Cina, quasi al confine col deserto del Gobi: molti abitanti sono alti, hanno i capelli biondi e gli occhi azzuri. Spiegazione, secondo Homer Dubs, studioso di storia cinese a Oxford: si tratta di discendenti degli antichi Romani, più precisamente dei legionari di Crasso, perduti nelle regioni d’Oriente nel 53 avanti Cristo. In quell’anno Crasso, triumviro con Cesare e Pompeo, affronta i Parti. Quarantamila soldati al seguito, perde la battaglia e muore, insieme ad altri ventimila. Diecimila si salvano, altrettanti sono catturati. Nessuno ne sa più niente per 17 anni. Fino a quando, nel 36 avanti Cristo, a ZhiZhi (oggi l’uzbeka Dushanbe), l’esercito degli Unni si scontra con quello della dinastia cinese Han. Nelle schiere unne compaiono 150 uomini: secondo Dubs si tratta dei legionari perduti di Crasso, che combattono "a squama di pesce" e fondano la città Liqian. La tesi, formulata fin dalla metà degli anni Cinquanta, è in attesa di una conferma genetica: 93 abitanti di Liqian hanno accettato di far esaminare il loro Dna, per scoprire chi siano davvero i loro antenati. Per l’occasione il quotidiano britannico ”Telegraph” ha pubblicato un servizio, interpellando il genetista Xie Xiaodong, che ha messo in discussione la tesi di Dubs: "Anche se fossero davvero i discendenti dei Romani, non è detto che i loro avi siano proprio quei legionari". Tra gli intervistati, anche un Gu Jianming, abitante di Liqian (che sarebbe la versione cinese dell’antica Alessandria). Padre di Gu Meina, di anni sei, bionda, soprannominata a scuola ”capelli gialli”, a un mese dalla nascita le rasò i capelli a zero nella speranza che crescessero neri. Cai Junnian, occhi verdi e pelle rosea, soprannominato ”Cai Luoma”, ”il Romano”, ha raccontato di essere andato al consolato italiano a Shanghai, per incontrare i parenti lontani dei suoi remotissimi antenati. Alle porte Yongchang, capoluogo di provincia, il corrispondente ha segnalato la statua di un legionario romano (accanto a quella di una donna musulmana e di un allievo di Confucio), e a Liqian, nella via della città imperiale, il "Bar karaoke di Cesare".