Maurizio Molinari, La Stampa 8/2/2007, 8 febbraio 2007
FIRMA]MARINA VERNA
CORRISPONDENTE DA BERLINO
Tre tedeschi su quattro sono contrari, ma il governo tedesco ieri mattina ha ugualmente preso la difficile decisione: manderà in Afghanistan i suoi aerei da ricognizione Tornado - sei o otto - e altri 500 soldati. Stazioneranno nel Nord, a Masar-i-Sharif, dove già si trovano i 2.900 soldati tedeschi della missione Isaf, ma voleranno su tutto il territorio afghano e si limiteranno a fornire agli alleati Nato le immagini delle postazioni dei guerriglieri taleban. Sulla carta, la missione è questa: chiara e relativamente poco pericolosa. Gli aerei volano a cinquemila metri di altezza, fuori dalla portata dei missili taleban. E comunque, ha spiegato il ministro della Difesa Franz Josef Jung in una conferenza stampa dopo la decisione del gabinetto, «Ricognizione non è intervento militare. I voli dei Tornado sono necessari per coprire un’importante lacuna nella capacità dell’alleanza militare e garantire uno sviluppo positivo. Il rilevamento preciso degli obiettivi ridurrà i danni collaterali, ci saranno meno vittime tra i civili».
Nella pratica, però, sarà difficile tenere la missione Isaf distinta dall’Operazione Enduring Freedom, alla quale la Germania non partecipa. Sull’utilizzo delle immagini decideranno gli alti comandi Nato in Afghanistan, cioè il generale americano Dan Mac Neill. E che cosa potrebbe succedere, l’ha spiegato l’ex generale dell’Aeronautica Militare Hermann Hagenz: «Se si manifesta una minaccia concreta per le truppe di terra e i Tornado sono in volo e riconoscono i bersagli che minacciano i propri uomini, allora è naturale che il pilota sia pronto anche a sparare». Commenta il quotidiano «Tagesspiegel»: «Il nostro è un comportamento ambiguo. Noi non spariamo, indichiamo solo gli obiettivi Ci assumiamo le nostre responsabilità internazionali ma in modo, per così dire, platonico».
La missione, che costerà 35 milioni di euro, passerà all’esame del parlamento all’inizio di marzo e potrebbe iniziare già a metà aprile, con scadenza 13 ottobre. Il ministro della Difesa spera in un largo appoggio del Bundestag, nonostante i tanti maldipancia all’interno della Grande Coalizione e la richiesta dell’opposizione di un maggiore impegno civile. Non è più la guerra degli inizi, quando c’erano ragioni condivise e un mandato Onu e il ministro della Difesa del governo rossoverde diceva che «la sicurezza della Germania sarà tutelata anche sull’Hindukusch». Oggi quello stesso Peter Struck, diventato capogruppo Spd, dice che i suoi deputati potranno decidere di votare la missione Tornado secondo coscienza. E il capogruppo Cdu/Csu, Volker Kauder, lo segue a ruota dichiarando che accetterà dalle sue fila voti divergenti dalla linea di governo. Ma il margine sull’opposizione è tale che si pensa non ci saranno problemi.
Secondo alcuni esperti di sicurezza, crescerà però il rischio di attentati in Germania: «Quanto più ci impegnamo militarmente in Afghanistan e ci caliamo nel ruolo di alleati degli americani, tanto più critica diventa la situazione in casa nostra».
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