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 2007  febbraio 04 Domenica calendario

«Per i 30 anni di Portobello vi racconto il mito Tortora». Libero 4 febbraio 2007. Renée Longarini, il volto femminile di "Portobello", fascino e sorrisi, dolcezza e discrezione

«Per i 30 anni di Portobello vi racconto il mito Tortora». Libero 4 febbraio 2007. Renée Longarini, il volto femminile di "Portobello", fascino e sorrisi, dolcezza e discrezione. Gestiva le ragazze del centralino telefonico ed era il punto di riferimento di Enzo Tortora quando, esattamente 30 anni fa (foto grande), iniziò la trasmissione più azzeccata e fortunata della Rai, quella che ogni venerdì sera su Rai2 proponeva strane invenzioni, organizzava matrimoni, faceva ritrovare vecchi amici e finiva con la storica frase «Big Ben ha detto stop!». E poi, quella dell’antipatico pappagallo tutto verde e giallo che non ne voleva proprio sapere di dire «Poooortobelloooo». Renée Longarini, che si è ritirata dal mondo dello spettacolo (in passato è stata anche un’attrice di cinema: ha lavorato per Fellini e Germi) dopo la morte di Tortora, ha 75 anni (foto piccola) e la stessa dolcezza di un tempo. Abita nella sua adorata Milano, suona e insegna pianoforte (la prima passione) e vive felice lontano dai riflettori. Senza alcuna voglia di riapparire. Iniziamo come avrebbe iniziato Enzo Tortora: buongiorno sua soavità Renée Longarini. «Da quanto tempo non lo sentivo dire...». Erano gli anni di "Portobello". «Un giorno, a sorpresa e in diretta, Enzo mi chiama sua soavità . Perché? Probabilmente per il mio carattere tranquillo». Poi facciamo un salto all’indietro. Intanto restiamo al 2007: non la si vede da molto tempo, che fa? «Mi sono ritirata dal mondo dello spettacolo e non ci tengo a riapparire. Anzi, è proprio sicuro di volermi intervistare? Sa, sono molto riservata». Sarebbe bello: sono passati 30 anni da Portobello, potrebbe essere l’occasione per raccontare la sua vita e quell’esperienza incredibile a fianco di Tortora. «Proviamo. Adesso mi dedico alla prima passione: il pianoforte. Suono e insegno. Ho una vita impegnata e ottimi amici, viaggio e sto a contatto con la natura». La gente la riconosce ancora? «Spesso, soprattutto dalla voce». Le domande più ricorrenti che le fanno? «Chiedono di Tortora: come era, cosa diceva, cosa faceva. Poi il pappagallo: "Ma davvero non parlava mai?"». Renée Longarini lontano dalla tv: le manca quell’ambiente? «No, non mi interessa più: ogni tanto mi invitano a qualche trasmissione come ospite, ma rifiuto. Ogni cosa ha un suo tempo. E poi per fare tv ci sarebbe da andare a Roma, che è una città bellissima, ma io sto meglio a Milano». Sempre vissuta sotto la Madunina? «Nasco in Friuli, i miei si trasferiscono a Napoli e poi Trieste, infine vengono qui quando ho 17 anni. Mi sento milanese». Primi contatti con lo spettacolo? «Per caso. Quando arrivo a Milano, abituata alle misure di Trieste, mi accorgo di essere più alta della media: 1.74. Però mi sento un po’ goffa, allora mi iscrivo a un corso di portamento. Da lì le sfilate di moda e poi molte pubblicità televisive». E al cinema come ci arriva? «Mi dicono che Fellini, che ai tempi non era ancora famoso, cerca visi nuovi per un film. Organizziamo un incontro e mi ritrovo direttamente sul set de "La dolce vita" che era già a metà riprese. Fellini mi fa sedere in mezzo agli attori e mi fa qualche domanda, poi dice: "Ora si tolga il toupet"». Scusi? «Sono sempre stata una spettinata per natura e ai tempi si usava mettere un ciuffo posticcio. Insomma, Fellini mi dice di toglierlo e io d’istinto: "No, non davanti a tutti". Mi aveva messa in imbarazzo per vedere come avrei reagito». Fu scelta. «Per interpretare il ruolo della signora Steiner». Film di grande successo, un capolavoro. «Ma che caos alla presentazione... Usciamo dal cinema Capital e succede di tutto: tafferugli, urla e insulti contro Fellini. Sa, in quegli anni il film era considerato scabroso e dava fastidio». Dopo Fellini un altro grande regista: Pietro Germi. «Non avevo un agente, eppure mi offrono un secondo lavoro importantissimo. Era il ’66, Germi mi sceglie per "L’immorale" con la Sandrelli e Tognazzi. Era la prima interpretazione non comica di Ugo». Già, Tognazzi. «Che ridere quella volta. Ceniamo in trattoria con la troupe, Ugo chiede delle frittelle alle mele e rispondono che non ci sono. "Ma come? Allora le facciamo noi!". Chiama Germi e i due spariscono in cucina. Dopo un po’ rispuntano con un piatto: buonis-si-me». Germi era considerato un po’ burbero... «Lo era. A volte, al ristorante, lasciava che noi pranzassimo in gruppo e si appartava da solo in un altro tavolo. Ma tutti gli volevano bene». Perché ride? «Il film va a Cannes e a maggio scrivo al regista due righe per ringraziarlo. Non risponde. A settembre ricevo questa lettera, guardi qui: si scusa per il ritardo di 5 mesi, dice che è stato contento di lavorare con me e... Legga lei come si congeda...». "Già che ci sono le faccio gli auguri di Buon Natale". «Capito? Per paura di dovermi scrivere ancora! Ahahaha». Altri film? «Mi propongono un lavoro con Morandi, ma mio marito è chiaro: "Non voglio che fai l’attrice: se accetti mi riorganizzo la vita". E riprendo con le pubblicità in tv». Finchè, nel ’77, arriva Portobello e l’incontro con Tortora. Come è stato l’impatto? «Enzo si dimostra subito amabile, gentile, sorridente. Parliamo un po’, poi guarda la sorella, con la quale aveva un rapporto di grande intesa, e fa un cenno di assenso. Lei risponde: "Anche per me va bene". l’inizio del l’avventura». Sono passati 30 anni e c’è la possibilità che nei prossimi mesi venga riproposta una nuova edizione. «Il tempo vola, mi sembra ieri. Guarderei volentieri una nuova edizione, credo mi emozionerei». Portobello anticipò tante trasmissioni dei nostri tempi: chi ebbe l’idea? «La primissima fu di Angelo Citterio, un collaboratore di Tortora. Poi Anna Tortora elaborò il progetto». Lei si occupava delle ragazze del centralino: sono state lanciate Gabriella Carlucci, Eleonora Brigliadori, Susanna Messaggio. «Tutte brave e bellissime già allora». La parte centrale della trasmissione era dedicata alle inserzioni: la gente più strana proponeva invenzioni di ogni tipo. «Un giorno si presenta un tizio che sostiene di avere la soluzione giusta per far sparire la nebbia in Valpadana. Tortora lo asseconda, chiede informazioni e gli dà corda. "Il segreto è abbattere il passo del Turchino!!!!". Enzo ribatte: "E le case?". "Semplice, le abbattiamo". "Scusi, ma lei è ben visto dalle sue parti?". Lui non capisce, la gente ride: era talmente convinto dell’invenzione che non si rendeva conto di quello che proponeva». Tortora gestiva inventori e situazioni difficili. Non ha mai perso la pazienza? «Enzo era tanto educato e dolce, ma quando si arrabbiava aveva un carattere duro. Una volta arriva un avvocato, un tipo arrogante. Durante le prove gli spiegano come si sta davanti alle telecamere, ma lui si innervosisce e inizia a urlare. Tortora lo guarda: "Ah, l’avvocato alza la voce e si incavola? Bene, se ne vada pure a casa". Lo manda via e chiama una riserva». Effettivamente, un bel caratterino. «Però Enzo era anche umilissimo. Solite prove, e due ospiti sporcano il pavimento con la segatura. Il direttore di studio, solitamente gentilissimo, si arrabbia: "Cosa è questo disordine? Tra due ore siamo in diretta!". Tortora, in silenzio, prende la scopa e inizia a pulire...». Una delle rubriche più riuscite era "Fiori d’arancio". «Abbiamo combinato molti matrimoni. Al primo ci invitano come testimoni, arriviamo a Rovigo e c’è una folla pazzesca. In chiesa le persone salgono una sulle spalle dell’altra pur di vedere, finché il prete perde la pazienza: "Basta, o vi caccio fuori tutti"». Il matrimonio è durato molto? «Fallito dopo due anni». Momento atteso della trasmissione: il pappagallo silenzioso. «Viveva in un negozio d’animali vicino agli studi tv e non voleva saperne di parlare. Quando stava tranquillo in una stanza buia iniziava a borbottare, ma appena ci avvicinavamo incuriositi smetteva come per dispetto. C’era in palio un premio in denaro: vinceva chi riusciva a fargli dire "Portobello". Ce la fece solo la Borboni, che diede i soldi in beneficenza». Notizie del pappagallo? «E’ morto a fine Anni Ottanta». La trasmissione fa il boom: tra il ’78 e il ’79 la media spettatori è 20 milioni con punte di 28 milioni. Nell’estate del 1983 però... «Sono a Roma, accendo la tv: arrestato Tortora. Non ci credo». Accusa pesante: traffico di droga e associazione mafiosa. «Non ho mai dubitato nemmeno un secondo sulla sua innocenza». Come è possibile una vicenda così? «Ho pensato di tutto. Era famosissimo, può darsi che nella sua vita di uomo pubblico abbia involontariamente stretto qualche mano e poi si sia rifiutato di fare favori a qualcuno che così si è vendicato». Durante il carcere l’ha mai sentito? «Ho mandato un biglietto: "Caro Enzo, tua sorella lotta come una tigre, tu non essere da meno"». Era in contatto con Anna Tortora? «Ci sentivamo. Ripeteva: "Da un momento all’altro non chiama più nessuno..."». Dopo il secondo processo e l’assoluzione, riparte Portobello: è il 20 febbraio 1987. «Enzo mi chiama, sono felicissima e commossa. Inizia la puntata con la famosa frase: "Dove eravamo rimasti?". Però lo vedo strano, affaticato, ha sempre mal di schiena». Il 18 maggio 1988 Enzo Tortora muore. «La sua vicenda sicuramente l’ha segnato accelerando la malattia. E’ stato un colpo durissimo. In quel momento ho deciso di ritirarmi dal mondo dello spettacolo». Renée, Tortora aveva tantissimi pregi. Avrà pur avuto un difetto, però... «Era troppo accentratore: non si fidava degli altri, voleva gestire tutto lui e a fine trasmissione era stravolto. Malgrado questo eravamo in grande sintonia». Beh, sembravate quasi marito e moglie. «Molti erano convinti che avessimo una storia. Un sabato entro dal tabaccaio e la titolare sorride: "Signora, ieri in tv era più bella del solito. Si capisce al volo che lei e Tortora vi amate e siete innamoratissimi!». E lei? «Ho ringraziato e sono uscita, non ho avuto il coraggio di spiegare che eravamo solo colleghi: l’avrei delusa troppo...». Ultime domande veloci. 1) Il personaggio televisivo che le piace di più? «Gerry Scotti». 2) C’è un nuovo Enzo Tortora? «Qualche anno fa lo identificavo in Cesare Cadeo, che purtroppo però non ha avuto grandissima fortuna». 3) Guarda la tv? «Mi piace "Ballando con le stelle", il programma di Milly Carlucci». 4) Le piacerebbe riabbracciare qualcuno? «I mie genitori». 5) Rivedesse Enzo Tortora a distanza di anni cosa direbbe? «Bentornato Enzo. Dove eravamo rimasti?». C’è qualche personaggio sparito che vi piacerebbe riscoprire? Scrivete a alessandro.dellorto@libero-news.it . Già pubblicati: Maurizio Seymandi; Mino Damato; Lino Toffolo; Liù Bosisio; Andrea Balestri (Pinocchio); Angelo Licheri (Vermicino); Mago Silvan; Jimmy Fenomeno; Alessandro Nannini; Guido Nicheli (Cumenda); Alberto Camerini; Sabrina Salerno; Paolo Canè; Stefano Salvi (viceGabibbo); Manuela Blanchard (Bim Bum Bam); Giorgio Bubba (90° minuto); Dora Moroni; Fabrizia Carminati; Selen; Guido Angeli Alessandro Dell’Orto