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 2007  febbraio 03 Sabato calendario

Attenzione agli eccessi catastrofisti. Il Sole 24 Ore 3 febbraio 2007. L’organo dell’Onu che indaga sul riscaldamento globale, l’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc), ha presentato ieri 21 pagine di Sintesi per i politici, in attesa di un più robusto Rapporto, promesso, ma rinviato

Attenzione agli eccessi catastrofisti. Il Sole 24 Ore 3 febbraio 2007. L’organo dell’Onu che indaga sul riscaldamento globale, l’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc), ha presentato ieri 21 pagine di Sintesi per i politici, in attesa di un più robusto Rapporto, promesso, ma rinviato. Ciò impedirà agli scienziati di vagliare le affermazioni della Sintesi, mancando i dettagli. Di più, contrariamente alla pretesa del Panel di rappresentare la comunità scientifica, la Sintesi è stata sottoposta, come sempre, al controllo politico dei Governi partecipanti al Panel. Addio, dunque, all’indipendenza della scienza, come è provato da passate proteste di studiosi sul fatto che le Sintesi non rappresentavano correttamente le conclusioni dei Rapporti approfonditi. Peraltro, anche gli esperti del Panel sono di nomina governativa. Non vengono, quindi, scelti dagli studiosi competenti: situazione analoga a quella in cui i professori universitari non vengono liberamente scelti dai loro pari competenti, ma da un ministro. Risultato: la ricerca va a rotoli. La Sintesi prevede notevoli aumenti del livello del mare e della temperatura a fine secolo. Quanto alla solidità di queste previsioni, si tace sul fatto che esse poggiano principalmente su simulazioni da calcolatori, che dovrebbero replicare il complicatissimo sistema climatico: un compito da molti ritenuto impossibile. Anche per questo, il Panel utilizza per tutelarsi le maniere forti: ad esempio, sino ad epoca recente esso affermava che il riscaldamento globale non influiva sugli uragani. Successivamente, tuttavia, l’atteggiamento si è modificato, ma senza l’approvazione dell’esperto in materia, Christopher Landsea, che nel gennaio 2005 ha dato le dimissioni dal Panel scrivendo: «Personalmente non posso in buona fede continuare a contribuire ad un processo che considero motivato, sia da progetti predeterminati, sia scientificamente infondato». Mass media ed opinione pubblica abbracciano i messaggi catastrofici del Panel. In queste grida manca comunque la disponibilità operativa. Il protocollo di Kyoto, comprendente solo alcuni Paesi avanzati, tende a ridurre le emissioni di gas serra prevedendo "tetti", ed una borsa di tali gas, che consente a chi ha costi elevati di acquistare riduzioni dei gas da chi le ottiene a costi minori. Ma il meccanismo è oneroso e complesso per i controlli, sicché i risultati sono insoddisfacenti. Lo strumento più diretto per la riduzione dei gas serra, l’imposta sul carbonio, che colpirebbe principalmente carbone, petrolio e gas naturale, e che con opportuna modulazione potrebbe essere estesa ai Paesi grandi inquinatori non inclusi nel Protocollo di Kyoto (Cina, India e Brasile, oltre a Stati Uniti), non è gradito come ogni forma impositiva. Il riscaldamento globale ci terrorizza, ma ancor più por mano al portafogli. Di più, l’enfasi sul clima copre emergenze reali da pronto intervento: le centinaia di morti per fame e per Aids nei Paesi poveri. Manca un sistema mediatico per queste emergenze concrete ed urgenti. Emilio Gerelli