Michele Ainis, La Stampa 5/2/2007, 5 febbraio 2007
«In un editoriale uscito sul Corriere della Sera il 29 novembre 1919, Luigi Einaudi si domandava se fosse giusto porre la legislazione economica nelle mani dei diretti interessati
«In un editoriale uscito sul Corriere della Sera il 29 novembre 1919, Luigi Einaudi si domandava se fosse giusto porre la legislazione economica nelle mani dei diretti interessati. Si domandava, in altri termini, se il bene comune potesse mai raggiungersi attraverso una procedura consensuale, e se inoltre la sua cifra complessiva coincidesse con la somma dei vantaggi guadagnati da ciascuna categoria sociale. La risposta aveva la perentorietà d’una sentenza: no, perché altrimenti s’otterrebbe il sacrificio degli «interessi futuri che è compito principalissimo, essenziale dello Stato, difendere contro gli interessi presenti».