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 2007  febbraio 04 Domenica calendario

Le vendite della carne di pollo in Italia sono cresciute del 6 per cento nel secondo semestre del 2006

Le vendite della carne di pollo in Italia sono cresciute del 6 per cento nel secondo semestre del 2006. La stessa percentuale di crescita è anche nelle esportazioni delle carni avicole italiane, per un totale di 130 milioni di chili in un anno. Nei primi mesi del 2006, per la paura dell’aviaria, i consumi erano crollati del 18,6 per cento e le quotazioni erano precipitate, con danni di circa 700 milioni di euro per l’intera filiera. L’occupazione aveva subito un forte contraccolpo con la cassa integrazione per 30 mila lavoratori su un totale di 180 mila. Adesso si è tornati a consumare: 300 mila tonnellate all’anno, con ogni famiglia italiana che in un anno acquista circa 18 chili di pollo. Eppure l’aviaria non è sconfitta: nell’Est dell’Inghilterra il virus H5 dell’aviaria è stato individuato in un allevamento nella contea di Suffolk (il focolaio è stato individuato in seguito alla morte di circa 2.500 volatili in un allevamento di 159 mila tacchini). In Giappone le autorità hanno confermato il quarto caso di influenza aviaria del tipo letale H5N1 in un allevamento di polli del sud del Paese. Il ministero dell’agricoltura ha precisato inoltre che oltre 20 polli sono stati trovati morti, il mese scorso, in un allevamento nella provincia sud-occidentale di Miyazaki, zona in cui si trova la maggior parte degli allevamenti di polli del Giappone. La vera pandemia, tuttavia, sembra essersi spostata in Africa, Nigeria, Egitto, dove i focolai sono innumerevoli.