giornali, 5 febbraio 2007
Un uomo di pelle bianca e altezza media. Qualcuno lo ammazzò chissà dove e chissà come, quindi lo sdraiò sul sedile passeggeri di una Fiat Uno e col cadavere accanto guidò fino a una stradina sterrata nella campagna di Torino
Un uomo di pelle bianca e altezza media. Qualcuno lo ammazzò chissà dove e chissà come, quindi lo sdraiò sul sedile passeggeri di una Fiat Uno e col cadavere accanto guidò fino a una stradina sterrata nella campagna di Torino. Laggiù, prima di appiccare il fuoco, s’assicurò una fiamma il più possibile robusta e vivace infilando al collo del morto un copertone e altri piazzandone all’interno della vettura. In tarda serata un automobilista di ritorno a casa, notando in lontanza una nuvola di fumo, chiamò i carabinieri che nell’auto mezza squagliata trovarono giusto qualche brandello di carne carbonizzata. Dalla targa leggibile seppur bruciacchiata, risultò che l’auto, rubata, apparteneva a una guardia giurata. Nottata tra sabato 3 e domenica 4 febbraio sulle colline di Bardassano di Gassino, a pochi chilometri da Torino.