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 2007  febbraio 05 Lunedì calendario

Che l’emergenza dei rifiuti in Campania sia drammatica nessuno ne può dubitare. Così, per risolvere, almeno temporaneamente, il problema del milione di tonnellate di spazzatura napoletana in attesa di sistemazione, il commissario della Protezione civile, Guido Bertolaso, incaricato del problema, ha compiuto una capillare ricerca di siti (soprattutto cave abbandonate) ove depositare questa montagna di immondizie accumulate nell’indifferenza di tutti

Che l’emergenza dei rifiuti in Campania sia drammatica nessuno ne può dubitare. Così, per risolvere, almeno temporaneamente, il problema del milione di tonnellate di spazzatura napoletana in attesa di sistemazione, il commissario della Protezione civile, Guido Bertolaso, incaricato del problema, ha compiuto una capillare ricerca di siti (soprattutto cave abbandonate) ove depositare questa montagna di immondizie accumulate nell’indifferenza di tutti. Alla luce dell’indagine, sembrerebbe che il luogo più adatto sia una grande cava di argilla posta nel comune di Serre in provincia di Salerno. E la popolazione locale, nel cui territorio già sono in funzione due altre discariche (contro le quali recentemente si è battuta senza successo anche se in una manifestazione vi fu una vittima) non accetta che ne venga istallata un’altra. Ma il problema maggiore è che la cava in questione si trova a poche centinaia di metri dall’Oasi Wwf di Serre-Persano, che protegge un tratto del fiume Sele – il più integro e bel corso d’acqua del Meridione – il quale in questo punto si distende in un bacino le cui acque servono ad irrigare la fertile piana di Battipaglia. In questa riserva, creata trent’anni fa, vive una delle residue popolazioni di lontra, uno splendido mammifero acquatico di cui in tutta Italia non sopravvivono più di 300 esemplari, tutti nel Sud. Oltre a ciò l’Oasi di Persano ospita migliaia di anatre selvatiche, aironi, folaghe, trampolieri di molte specie, che offrono spettacoli incredibili ai visitatori, soprattutto bambini delle scuole, che entrano così per la prima volta in contatto con la natura. In più, la maestosa foresta di ontani, pioppi, salici, querce, olmi che riveste le sue rive è, stando ai botanici, al terzo posto per importanza dopo quelle del Parco del Ticino e della tenuta di San Rossore in Toscana. Infine, a poca distanza si trova la tenuta borbonica di caccia di Persano e un allevamento di cavalli della storica razza locale. I rifiuti napoletani – trasportati da migliaia di camion che per un tratto seguirebbero il percorso delle visite all’Oasi – danneggerebbero in maniera gravissima l’ambiente e la salute delle popolazioni circostanti, pregiudicando l’accesso all’oasi da parte del pubblico. Ma la minaccia più grave è costituita dal percolato delle sostanze organiche in decomposizione le quali, nonostante tutti gli accorgimenti, finiranno nelle ancor limpide acque del Sele inquinandole irrimediabilmente. Ora, per le proteste degli abitanti e degli ambientalisti, la Protezione civile sta vagliando altri luoghi per la discarica onde evitare la definitiva perdita di uno dei più belli ed importanti ambienti naturali del nostro Meridione, e nel contempo risolvere, sia pure temporaneamente, l’emergenza napoletana.