Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  febbraio 05 Lunedì calendario

Per 15,90 euro si può acquistare on line una t-shirt A.c.a.b, con celerino sbarrato e scritta «Meglio disoccupato»

Per 15,90 euro si può acquistare on line una t-shirt A.c.a.b, con celerino sbarrato e scritta «Meglio disoccupato». Si clicca «metti nel carrello» e ti arriva a casa. Filippo Raciti, una moglie, due figli, era occupato nella Polizia. Lo hanno ucciso sfondandogli il fegato, per la gioia di qualcuno che a Piacenza e Livorno si è firmato A.c.a.b, sul muro. Acab è un acronimo che significa «All Cops Are Bastards», «Tutti i Poliziotti Sono Bastardi». Ma, prima di spiegare altro, concentriamoci su un coniglio, che può insegnarci molto. Il coniglio lo introdussero al San Paolo gli ultrà napoletani per lanciarlo ai nemici della Roma l’8 dicembre 2005. Il poveretto finì però sulla rete di divisione e divenne bersaglio di un lancio di botti. Chiara, ragazza romana, che racconta di aver rivisto la scena nel telefonino di un amico presente allo stadio, si dice «sconvolta» e racconta in chat come andò a finire: «Il coniglio fortunatamente è stato salvato dopo 45 minuti di agonia, da un celerino... Ogni tanto anche loro servono a qualcosa...». Il commento successivo è di tale Hellhammer. Quattro lettere: «Acab!». Chiara allora risponde: «Acab sempre!». VEGETALI Attenzione, non stiamo sbirciando una community di feroci ultrà, ma quella dei «Vegan», vegetariani. La prima motivazione per essere vegetariani – spiega il sito – è questa: «Non serve ammazzare animali per vivere». Chiara ci aggiunge la sua: «Fin da piccola ho sempre avuto un istintivo amore per gli animali». Per i poliziotti, no. «Acab sempre!». «Tutti i poliziotti sono bastardi», anche quelli uccisi come animali, bersagliati da bombe come il coniglio del San Paolo. Dopo quel Napoli- Romadicoppa Italia, unComissariato napoletano fu assalito da ultrà. Solidarietà solo al coniglio. Nessuno vuole offrire al calcio una comoda via di fuga, uno scarico di responsabilità: la violenza è fuori dagli stadi. Ma senza prendere coscienza del rancore sociale che collega il G8 alle banlieue parigine e a tante curve da stadio; senza mettere sul tavolo l’odio montante verso le forze dell’ordine, bersaglio primo dello Stato, non si arriverà mai a una soluzione sostanziale. Non è solo una questione di tornelli. Il vero guasto è questo odio a prescindere, trasversale, condiviso perfino da sensibilissimi vegetariani, sbandierato a giovanissima età, con leggerezza, come l’ultimo jeans di moda, come la parola d’ordine per l’ingresso nel branco. Ieri mattina davanti allo stadio di Treviso una decina di idioti, idealmente rivolti alla Polizia, cantavano: «Uno di meno, voi siete uno di meno!». Scritte tipo Piacenza e Livorno sono apparse anche a Verona, Bologna, Siena, Ancona, Roma, Palermo, firmate Acab. BANDA DEI 4 «Acab» è il titolo di una canzone dei «4Skins», bandlondinese street- punk, attiva tra il 1979 e l’84. Nell’82 cantavano: «Acab, Acab, Acab: tutti i poliziotti sono bastardi; i poliziotti si sono avvicinati: cosa state facendo? Ora sanno cosa possiamo fare» .Alcuni dei membri, cambiati negli anni, erano skinheads, altri hooligan del West Ham. Acab (in cifre 1.3.1.2) è diventato poi il manifesto globale di una filosofia «contro» (poliziotto primo nemico), una piattaforma d’odio condivisa da naziskin e centri sociali. Una trasversalità commercialmente ghiotta e naturalmente sfruttata. In Germania la ditta «Troublemaker» (traduciamo: casinista) distribuisce abbigliamento Acab, marchio apparso anche su bibite e succhi di frutta. Un poliziotto di Berlino nel 2000 ha esposto denuncia. Gli hanno dato torto. La sentenza ha spiegato che l’offesa a un’intera categoria non è perseguibile. Il G8 del 2001 ha radunato e dato peso agli Acab italiani. Le curve dei nostri stadi hanno fatto eco al marchio e alla filosofia: «I colori ci dividono, l’odio ci unisce». In una chat viola, una ragazza informava: «Il gruppo di Acab, come ad Arezzo, è venuto a sostenerci contro i cesenati. Mi sono dimenticata di chiedergli la maglietta...». Il merchandising degli ultrà, spesso impastato con quello ufficiale, è un altro bel capitolo da chiarire. Di queste alleanze tra curve e Acab cosa sapevamo? Acab sembra un nome nato in queste ore e invece naviga in rete da oltre 20 anni. Paghiamo un ritardo di intelligence? Nel nome di Acab, gli ultrà mandano in rete filmati di cariche agli «sbirri» per alimentare odio e filmati di propri pestaggi per autocelebrarsi. «E’ senza religione, ma simile a un dio», dice Melville del capitano Achab. Così dev’essersi sentito l’omicida di Catania: un dio senza religione, con potere di vita e di morte, pieno di odio come Achab, con una gamba in meno, davanti alla balena bianca. RE E’con questo odio chedobbiamo fare i conti. Non con i tornelli. E forse i conti torneranno solo quando avremo pagato debiti di civiltà, quando i bambini cresceranno definitivamente convinti che si debbano rispettare gli animali, ma anche i poliziotti e lo Stato, che poi siamo noi. Zola ci ha appena ricordato che in Inghilterra l’educazione civica viene prima di tutte le altre materie. Per riavvicinare la gente alle forze dell’ordine, più delle fiction dell’Arcuri, possono la scuola e la coscienza individuale. Acab è anche un personaggio biblico: re d’Israele, muore in combattimento, colpito da una freccia. I cani leccano il sangue delle sue ferite.