Marcello Sorgi, La Stampa 4/2/2007, 4 febbraio 2007
No ai palazzi moderni Oltre che paladino dell’ambiente (nella foto, con un occhio ferito mentre curava un albero), il principe conduce anche una crociata contro l’architettura moderna
No ai palazzi moderni Oltre che paladino dell’ambiente (nella foto, con un occhio ferito mentre curava un albero), il principe conduce anche una crociata contro l’architettura moderna. Ha pubblicato «Visione per la Britannia», libro e film sull’architettura: forme tradizionali, molto verde e grande avversione per l’urbanismo moderno. Un dissidente «reale» Nel 2006 apparvero stralci dal diario di Carlo, nei quali criticava il governo e si esprimeva senza eufemismi, per esempio, chiamando i leader cinesi «inquietanti statue di cera». Secondo il suo ex segretario, Carlo (nella foto, con un palloncino regalatogli per i suoi 50 anni) si considera un «dissidente» che va contro l’opinione dominante. Chi l’avrebbe mai detto, anche la Regina ha problemi di radicalismo! A sorpresa, infatti, la Casa Reale ha fatto filtrare ieri la sua «preoccupazione» per la svolta verde del Principe Carlo, che negli ultimi tempi ha assunto toni da crociata. «La lotta contro il cambio climatico è come una guerra che deve essere vinta», ha dichiarato il Principe nella sua recente visita a New York, con toni più da leader politico che non da erede al trono. Ed è quest’atteggiamento militante, unito a una serie di nuovi atteggiamenti piuttosto ostentati, come quello di aver deciso di usare aerei di linea per i suoi spostamenti, e quand’è possibile i treni, che stanno creando una certa irritazione all’interno della Famiglia Reale. Un conto, infatti, è il tradizionale amore per la campagna della nobiltà inglese, recentemente descritto anche nel film «The Queen», che raffigurava la Regina Elisabetta sullo sfondo dei dolci paesaggi delle famose tenute reali. E un conto è il fondamentalismo che ha improvvisamente ricollocato Carlo a sinistra di Tony Blair, che ha fatto della campagna contro il «climate change» il cavallo di battaglia del suo gran finale. I termini usati dalla Casa Reale, ovviamente, sono cauti. Ma un’alta fonte ha confermato all’Evening Standard l’«ansia» e l’«imbarazzo» per le ultime uscite di Carlo dei suoi familiari. A giudizio dei quali, Regina compresa, la «pur rispettabile» determinazione del Principe in campo ecologico potrebbe avere un «impatto dannoso» sugli altri membri della Famiglia Reale, facendoli apparire o in disaccordo o meno sensibili ai problemi dell’ambiente. Soprattutto, finchè la Regina rimane al suo posto, è a lei che toccano eventuali aggiustamenti di linea, non all’erede, che, in questo modo, rischia di apparire impaziente e instabile. Che Carlo abbia sempre vissuto in modo meno aristocratico, più campagnolo, se così si può dire, la passione per la natura, il mondo agricolo, i cibi naturali e il buon vino, è noto. Tre anni fa, alla prima edizione di «Terra nostra», il grande happening globale organizzato da Carlin Petrini, il Principe era la star, e per tre giorni, ospite del guru di Slow food, si trattenne incuriosito dai cinquemila contadini di tutte le razze e di tutto il mondo piovuti a Torino e in Piemonte. Più di recente, qui in Inghilterra, testimone della passione verde di Carlo è diventato Antonio Carluccio, piemontese di Ivrea, da 35 anni a Londra, dove ha fondato una catena di ristoranti e per questo, due sere fa, ha ricevuto un premio come esempio di imprenditore dal ministro della Cultura Tessa Jowell. Carluccio è diventato famoso per aver introdotto nel panorama gastronomico internazionale inglese i funghi: ma quel che non si sapeva, e che l’altra sera lui stesso ha raccontato divertito, è che a cercarli, di tanto in tanto, va in compagnia del Principe Carlo. Il vero punto di dissenso tra il Principe e i reali riguarda gli aerei. Abituati, anche per ragioni di sicurezza, a muoversi con i mezzi della flotta reale o con aerei privati, e a fare un certo uso di elicotteri per piccoli spostamenti, i membri della famiglia non hanno visto bene che Carlo, nel suo recente viaggio in Usa, abbia deciso di usare la British Airways, occupando l’intera cabina di prima classe di un jet di linea con un seguito di venti persone, e procurando una spesa all’Erario di oltre 150 mila sterline, più di 225 mila euro. Che questo possa essere presentato come contributo alla limitazione delle emissioni, francamente, è un po’ troppo. Ma Carlo insiste, annuncia che ha intenzione di sostituire, in tutte le occasioni possibili, gli elicotteri con i treni, e lascia trapelare, ad arte, di aver ordinato ai suoi autisti di lasciare le auto in garage e servirsi delle biciclette per sbrigare le piccole commissioni. A parte i problemi familiari, aggravati dal fatto che la Regina è convinta che dietro il cambio di passo del figlio ci sia un incoraggiamento, neppure tanto nascosto, della nuova moglie Camilla Parker Bowles, la svolta verde del Principe sta già determinando conseguenze politiche. Carlo è al centro dell’attenzione del Parlamento e bersaglio di interrogazioni che vogliono conoscere i costi delle residenze di campagna, recentemente ristrutturate, riadattate e rese più idonee all’uso intenso che l’erede al trono ne fa. Il principe finora ha evitato di rispondere formalmente sostenendo che i costi non pesano sui cittadini. Ma la campagna parlamentare continua, e la sensibilità dei sudditi di Sua Maestà su questo terreno è molto forte, anche se i costi della Casa Reale, grosso modo, sono calcolati in 62 pences, meno di una sterlina all’anno per ogni cittadino. La vera prova del nove è attesa per maggio, quando la Regina Elisabetta e il Principe Consorte Filippo partiranno per Washington, attesi da Bush alla Casa Bianca, per quella che è ufficiosamente considerata l’ultima visita della sovrana negli Stati Uniti. E’ praticamente scontato che i Reali d’Inghilterra viaggeranno con l’aereo di Stato: ma è altrettanto chiaro, come dimostra l’imbarazzo fatto filtrare nei giorni scorsi, che si sarebbero volentieri risparmiati di diffondere la sensazione che la scelta, assolutamente ovvia, di due anziani monarchi, di non volare con gli aerei di linea, possa suonare come di dissenso rispetto alla novità introdotta dall’erede al trono.