Corrado Zunino, la Repubblica 4/2/2007, 4 febbraio 2007
CORRADO ZUNINO
ROMA - "Good cop dead cop". Non c´è bisogno di molto per spiegare il mondo A. c. a. b. Quattro lettere, sigla di quattro parole dal significato stupido e violento: il poliziotto buono è quello morto. Più difficile, semmai, è capire per quale motivo questa filosofia abbia contagiato trasversalmente gruppi di giovani estremisti italiani per finire nelle curve che, di questi gruppi, notoriamente sono le sentine. E, soprattutto, per quale motivo lo abbia fatto, in maniera statisticamente rilevante, soltanto in questi ultimi anni.
La dizione A. c. a. b., acronimo di "all cops are bastards", tutti i poliziotti sono bastardi, nasce in Inghilterra negli Anni ”80. I primi a divulgarlo su larga scala furono, nel 1982, "The 4 Skins", band londinese oi! (genere street punk) seguita dai primi Skinhead - in quella fase non ancora xenofobi - pronta a schierarsi in curva nelle partite interne del West Ham. I "4 Skins" scelsero proprio "A. c. a. b." come titolo di una canzone il cui testo è diventato oggi una specie di manifesto del movimento. Dagli Anni ”80 a oggi la filosofia "cops bastards" ha attraversato tutta l´Europa ed è stata adottata da gruppi estremisti sia di destra che di sinistra, indifferentemente. Negli Anni ”90 ha conosciuto una certa popolarità nei paesi dell´Est europeo, dove aveva trovato un veicolo ideale nell´odio stupido propalato dalle curve. Si era però fermato ai confini italiani. Fino al G8 del luglio 2001.
I fatti di Genova - la morte di Carlo Giuliani a opera del carabiniere Placanica - hanno dato un contributo notevole all´importazione, fuori tempo massimo, del fenomeno A. c. a. b. in Italia. "Poliziotto primo nemico", da noi si è presto tradotto. Da allora ad oggi è stata un´escalation fulminante, per quanto sotterranea. Da un paio di anni a questa parte i blog delle province italiane hanno cominciato a riempirsi di avatar e tag (identità e firme virtuali) esplicitamente riferiti all´A. c. a. b (ad esempio, sul forum vivereultras. com: "I colori ci dividono la mentalità ci unisce"). Così come scritte analoghe a quelle apparse ieri a Livorno e Piacenza hanno riempito i muri delle città italiane. Da fenomeno anarcoide, l´A. c. a. b. è diventato cosa principalmente - ma non esclusivamente - di destra con l´intervento del mondo ultrà. Anche da noi un ruolo decisivo nel boom della guerra senza frontiere alle forze dell´ordine l´hanno avuto le curve, che negli ultimi dieci anni hanno conosciuto una violenta sterzata a destra nel loro orientamento politico.
Quella realizzata dalle curve italiane è stata una sorta di operazione di marketing: hanno appiccicato un marchio a un sentimento già esistente. Così hanno riletto in chiave anti-polizia episodi del passato creando qualcosa di simile a una memoria di gruppo, precondizione per una coscienza collettiva: episodi come la morte di Stefano Furlan, morto l´8 febbraio del 1984 dopo un scontro con la polizia, a cui è stata dedicata una curva dello stadio Nereo Rocco, per esempio. Oppure come la morte di Celestino Colombi, stroncato da un infarto durante una carica del reparto mobile di Bergamo nel gennaio del 1993, si giocava Atalanta-Roma.
Adesso il fenomeno è in piena fase di sviluppo. Le tifoserie più sensibili alle argomentazioni anti-sbirro, come vengono definite da loro stessi, sono quelle della Roma (in particolare nel gruppo Bisl, "basta infami solo lame"), della Lazio, del Napoli, dell´Ascoli, del Milan. I forum dei tifosi - ieri chiusi per celebrare un lutto quanto meno contraddittorio - grondano di farneticanti riferimenti A. c. a. b. Su "Youtube" (la tv on line del motore di ricerca Google) un gruppo di ultras romanisti ha pubblicato un documentario apologetico degli A. c. a. b. giallorossi: un filmato di quasi un´ora diviso in due volumi che ripercorre orgogliosamente tutti gli scempi degli ultimi anni. E lo scorso febbraio, contro il ferimento di un tifoso bresciano, 1.500 ultrà di 35 tifoserie hanno manifestato a Brescia.