Sergio Romano, Corriere della Sera 4/2/2007, 4 febbraio 2007
Caro Romano, alla sua risposta sull’importanza che il fango e le piogge d’autunno ebbero durante l’avanzata tedesca in Russia aggiungo che un altro fattore negativo fu la decisione di Mussolini di attaccare la Grecia nell’ottobre 1940
Caro Romano, alla sua risposta sull’importanza che il fango e le piogge d’autunno ebbero durante l’avanzata tedesca in Russia aggiungo che un altro fattore negativo fu la decisione di Mussolini di attaccare la Grecia nell’ottobre 1940. L’Orso russo, costretto a ritirarsi nei suoi enormi spazi, con l’aiuto di un inverno particolarmente feroce, sarebbe ritornato e i tedeschi avrebbero dovuto cedere ugualmente, ma un po’ più avanti. Ma la nostra aggressione alla Grecia, conosciuta da Hitler praticamente a cose fatte, grazie al valore del nemico che aveva le reni più forti del previsto, non si risolse affatto nei quindici giorni previsti dal Duce. Nel marzo del 1941 i greci non erano ancora battuti e il Führer allora, irritatissimo e non volendo lasciarsi alle spalle una guerra mentre voleva conquistare la Russia, intervenne e sconfisse la Grecia. Questo fece spostare il piano Barbarossa di un mese. E quelle quattro settimane di anticipo, anche se poi la Germania avrebbe perso la guerra, avrebbero evitato le piogge e quell’insidioso fango, e dato ai tedeschi qualche illusione in più. Gabriele Barabino Tortona (Al) • Fu questo, fino agli ultimi giorni della sua vita, uno dei maggiori rimpianti di Hitler.