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 2007  febbraio 03 Sabato calendario

«Quel 12 marzo 1977 ero fuori dallo studio di Rossana [Rossanda], in fondo al lungo corridoio della redazione del "manifesto"

«Quel 12 marzo 1977 ero fuori dallo studio di Rossana [Rossanda], in fondo al lungo corridoio della redazione del "manifesto". Rossana arrivava in ufficio presto e andava via tardi. Quella stanza era il suo buco dentro la vita. Ne usciva pochissimo, e pochi vi entravano, perché lei era gelosa dell’intimità dei suoi scritti cui lavorava spesso a mano, dei fogli che girava quando qualcuno entrava, con pudore, gelosa persino dei libri aperti che consultava e che chiudeva rapidamente quando si apriva la porta. Era bianchissima già allora [...] Aveva già il collo piegato dalle ore di lavoro, occhiali che sollevava sulla testa. Solo il rosso delle labbra era sempre impeccabile. Indugiavo fuori della porta semiaperta. Essere chiamati in quella stanza non era mai un’esperienza tranquillizzante. Anche se si trattava di lodi, arrivavano sempre in forma severa, senza sconti. E spesso di lodi non si trattava affatto».