Francesco Battistini, Corriere della Sera 31/1/2007, 31 gennaio 2007
Nel Galles presto riaprirà l’industria del carbone, chiusa venti anni fa da Margareth Tatcher: la Horizon Mining ricomincerà a sfruttare quattro vecchi giacimenti e installerà tre nuovi impianti per la pulitura del fossile
Nel Galles presto riaprirà l’industria del carbone, chiusa venti anni fa da Margareth Tatcher: la Horizon Mining ricomincerà a sfruttare quattro vecchi giacimenti e installerà tre nuovi impianti per la pulitura del fossile. Un’altra compagnia è pronta a ripartire ad Aberpergwm. E vicino a Port Talbot, a Sud, si sogna di riaccendere i grandi impianti di Margam. A rendere possibile la ripresa di quest’industria è il fatto che la Gran Bretagna ancora dipende dal carbone per un terzo del suo fabbisogno energetico e nel 2005 ha importato 44 milioni di tonnellate da Russia, Sudafrica, Australia, Indonesia e Colombia (mentre nel sottosuolo ci sono ancora 500 milioni di tonnellate di carbone). Anche gli ecologisti hanno poco da obiettare, perché con le nuove tecnologie le emissioni inquinanti del carbone sono scese a livelli paragonabili al gas pulito. Un secolo fa in Galles si producevano 300 milioni di tonnellate l’anno di carbone e nelle miniere lavorava un milione di persone.