Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  gennaio 30 Martedì calendario

il Giornale, lunedì 29 gennaio Leoluca Orlando fu un democristiano, e gli ex democristiani non esitono

il Giornale, lunedì 29 gennaio Leoluca Orlando fu un democristiano, e gli ex democristiani non esitono. Lunedì scorso ha detto che «fosse dipeso da me, Andreotti non sarebbe mai stato inquisito», questo dopo aver preso a chiamare Sciascia "Leonardo" come fece con Falcone che chiamava "Giovanni". Da morti. Orlando ha addirittura detto che «abbiamo dato una delega eccessiva alla magistratura», e il punto è se Leoluca Orlando possa essere perdonato. Vediamo. Il comunista Gerardo Chiaromonte, defunto presidente della Commissione Antimafia, scrisse, circa il fallito attentato a Falcone nella sua casa al mare all’Addaura, che i «seguaci di Orlando sostennero che era stato lo stesso Falcone a Organizzare il tutto per farsi pubblicità». Orlando è l’uomo che «il sospetto è l’anticamera della verità», è quello che a Samarcanda accusò Falcone (1990) di imboscare le inchieste e di aver salvato Salvo Lima incriminando il pentito che l’accusava, è l’uomo che pure accusò Falcone d’essersi compromesso col potere (1992) per via del suo incarico al ministero della Giustizia, è quello che sempre a Samarcanda accusò il poliziotto Domenico Signorino (1993) prima che quest’ultimo si sparasse, è quello che portò in Parlamento Claudio Fava, Alfredo Galasso, Diego Novelli, Rino Piscitello e Alfonso Pecoraro Scanio che poi si autosospesero dal cosiddetto Parlamento delegittimato. passato tanto tempo, perdonare si può. Non perdonare, pure. Filippo Facci