La Stampa 3/2/2007, 3 febbraio 2007
Ancora rivelazioni e scandali sul delitto Dink, l’omicidio del giornalista turco di origini armene che dopo due settimane continua a tenere sulle spine i vertici della Turchia
Ancora rivelazioni e scandali sul delitto Dink, l’omicidio del giornalista turco di origini armene che dopo due settimane continua a tenere sulle spine i vertici della Turchia. Il killer di Dink, Ogun Samast, subito dopo il suo arresto a Samsun, è stato trattato come un modello e come un eroe e non come un assassino. Un filmato tenuto nascosto fino a questo momento e reso noto solo ieri sera dai principali network televisivi, ritrae l’assassino abbracciato ad alcuni poliziotti mentre ostenta davanti alla telecamera una bandiera turca. Alle sue spalle un poster con l’immagine del fondatore della Turchia Moderna, Mustafa Kemal Atatürk e la frase «La terra della nazione è sacra». Ma la cosa più grave è che queste immagini sono state riprese probabilmente all’interno della stazione di polizia presso la stazione degli autobus di Samsun, anche se le autorita continuano a smentire.