la Repubblica 3/2/2007, 3 febbraio 2007
ROMA - Sedici articoli "light". Niente assegni familiari. Sulla reversibilità della pensione un´indicazione di massima
ROMA - Sedici articoli "light". Niente assegni familiari. Sulla reversibilità della pensione un´indicazione di massima. Carcere e pene pecuniarie per chi dichiarasse la falsa convivenza. Eppure questa è la bozza sui "Diritti e doveri delle persone unite in stabile convivenza" che potrebbe non vedere mai la luce, non ricevere cioè il nullaosta del governo da cui dovrebbe essere esaminata il 9 febbraio, nel prossimo consiglio dei ministri. A metterla a rischio è proprio l´articolo 1, l´impianto cioè di tutta la legge, il pilastro senza il quale - per come le norme sono state pensate - imporrebbe una riscrittura complessiva. Ai cattolici Mastella, Rutelli e Fioroni quella formulazione non piace. Parla l´articolo 1 della dichiarazione anagrafica. Cassati i registri presso i Comuni (che fanno troppo Pacs alla francese), la soluzione che sembrava non turbare la sensibilità cattolica ed evitare la creazione di "parafamiglie" (per dirla con il ministro dell´Interno Amato) era appunto il ricorso alla annotazione sul certificato anagrafico. Strumento già esistenze, da aggiornare. «Qualora due persone maggiorenni anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi e che convivono stabilmente intendono avvalersi di diritti e, conseguentemente, adempiere ai doveri individuati dalla presente legge, ne fanno dichiarazione congiunta (secondo l´idea del ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini) all´ufficiale dell´anagrafe del Comune dove hanno stabilito la comune residenza, il quale annota la data della dichiarazione e la integra nella scheda anagrafica...». Semplice, ma non idoneo per i cattolici, trattandosi del riconoscimento della coppia sia pure solo davanti all´anagrafe e non dei diritti e doveri dei singoli conviventi.